Olio e truffe. Fitto libero

Revocati gli arresti domicialiri all'imprenditore magliese

Torna in libertà anche l'ultimo dei sei salentini coinvolti nella maxi truffa dell'olio. Le misura cautelare è stata revocata, infatti, anche per Raffaele Fitto

Era rimasto solo Raffaele Fitto, 57 anni, di Maglie, imprenditore oleario (zio del deputato di Forza Italia) agli arresti domiciliari per la presunta maxi-truffa da più di sei milioni di euro che ha coinvolto nelle scorse settimane mezza Puglia. Ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani ha accolto l’istanza dei legali dell’uomo, concedendogli la libertà. Nei giorni scorsi la misura era stata revocata anche ad Ettore e Marco Labbate, 61 e 25 anni, di Ugento proprietari dell’omonimo oleificio; a Claudio Molentino, 53 anni, di Ruffano, legale della “Società agricola La Macina”; a Carmelo Guglielmo, 68 anni, di Cannole; a Biagio Coi, 59 anni, di Parabita, consigliere comunale di Forza Italia. Durante l’interrogatorio, Fitto si era difeso dall’accusa di associazione e delinquere finalizzata alla truffa sostenendo sì di conoscere ed avere rapporti commerciali con l’imprenditore andriese Filippo Patruno ma di non avergli mai fornito fatture false né partite di olio mai commercializzate.

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