Medici pediatri e visite a domicilio

Sbagliato comportamento dei medici

Come si comportano i medici pediatri in seguito ad una richiesta per una visita a domicilio? Rocco Boccadamo riflette sulla questione

Alla luce di ripetute esperienze vissute, da diversi anni a questa parte e anche recentemente, da miei familiari, parenti e amici, sono a conoscenza che i medici pediatri sia quelli assegnati nell’ambito del servizio sanitario nazionale, sia quelli scelti privatamente e a integrale pagamento di fronte alla segnalazione di bambini ammalati, o indisposti, o con febbre e alla conseguente richiesta di una visita domiciliare, frappongono difficoltà, in pratica un rifiuto, adducendo di essere sovraccarichi di lavoro e, novantanove volte su cento, di ritenere, comunque, del tutto superflua la trasferta a casa dei clienti. Si limitano, insomma, a fornire telefonicamente qualche suggerimento o prescrizione di farmaci. Se qualche mamma, o papà, insiste per poter, quantomeno, portare il piccolo paziente presso lo studio ambulatoriale, detti specialisti passano senza indugio a scoraggiare l’iniziativa, arrivando, addirittura, a definirla rischiosa (infezioni ecc. ecc.) stante la presenza, ivi, di numerosi altri ammalati, magari per ragioni più gravi. Siffatta condotta da parte d’operatori medici, quando c’è di mezzo la salute, lo star bene di creature in tenera età, non mi sembra né ortodossa, né opportuna: salvo, beninteso, eventuali, plateali casi d’eccessi o abusi nel ricorso al medico, quelli sì, evidentemente, da combattere e da stroncare, atteso l’elevatissimo costo della sanità pubblica. Gradirei sapere se la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici è informata di tale comportamento dei pediatri e qual è la sua opinione al riguardo. Rocco Boccadamo

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