Sei auto in fiamme a Lecce

E' fobia anche in città

Sei auto distrutte in piazzetta Baglivi a Lecce. I residenti chiedono maggiori controlli. I militari riconducono l'accaduto ad episodi vandalici escludendo la responsabilità di vecchi esponenti della Sacra corona unita tornati in libertà

Fiamme alte. Fumo denso. Ed un rumore quasi assordante fatto di scoppiettii, di vetri infranti, di urla dei residenti nella zona. E’ accaduto a Lecce, in piazzetta Baglivi, a due passi da Porta Napoli, nella notte di domenica (erano circa le 4.30). I piromani hanno dato fuoco a due autovetture, un’Alfa Spider e una Volkswagen New Beatle Cabriolet parcheggiate a circa 15 metri l’una dall’altra. Ma in breve tempo le fiamme si sono propagate intaccando ben sei auto. Ma anche cassonetti della spazzatura, pareti delle case. Tutto ciò che c’era. Dopo gli episodi che si sono verificati nel basso Salento (Taurisano ed Ugento sono stati i Comuni più colpiti), adesso la fobia da auto incendiate si sposta nel capoluogo. La Polizia riconduce il tutto ad una serie di atti vandalici, scartando l’ipotesi che si possa trattare di tentativi di destabilizzazione operati da vecchi esponenti della Sacra corona unita tornati in libertà. E sembra non avere rilevanza il fatto che una della auto distrutte, l’Alfa Spider, fosse di proprietà di Francesco Bortone, nipote di Adriana Poli, ex sindaca ed attuale vice di Lecce. Nelle prossime ore si avranno notizie più dettagliate. Intanto i residenti chiedono maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e telecamera di sicurezza che possano vigilare sulla zona.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!