HD Cavo Netto. Fine dei ciak

Concluso il cortometraggio

Si sono concluse le riprese di HD Cavo Netto del regista Luciano Schito. Nato come lungometraggio ma, per mancanza di investimenti divenuto un cortometraggio aperto. Ragionando per macrosequenze, Luciano Schito e Mariano di Nardo, hanno progettato un master film di circa 30 minuti tirandone fuori l’essenza ed il succo della storia

Il film corto, sviluppato su più piani di lettura e comprensione vede affrontare più di una tematica attuale, dalla crisi politica, vista attraverso gli occhi di un sindaco corrotto, lontano da quel concetto politico che si detta terra al sud del sud dei santi (Carmelo Bene) ha visto fiorire con gli antichi greci; alle colpe dei padri, quel ‘68 mai metabolizzato ma tante volte decantato; alle nuove frontiere sulle energie rinnovabili che il sindaco corrotto e poi riconvertito cerca di mettere in atto attraverso una Nuova Comunità, sviluppata nel bosco di ulivi secolari i Paduli, scenografia naturale, incantevole che tanto si sta cercando di tutelare. Tra gli argomenti trattati, con tutto il rispetto per le nostre tradizioni e per le ricerche di Ernesto De Martino, si è riconsiderato il fenomeno del tarantismo demistificandolo, San Paolo, di fatti, viene visto come un clown Bianco autoritario impregnato di filosofia e simpatia. La summenzionata rivisitazione ha visto impegnati in scena il gruppo etnomusicale Alla Bua i quali, insieme al regista, considerano il fenomeno del tarantismo come tradizione è, perciò assoluto; si è cercato, però, di vedere tale fenomeno con gli occhi giovani di un bambino che ama la fantasia materica di questa Terra del sud. Infine, si è sperimentato, un nuovo modello produttivo con la partecipazione entusiasta e in gran numero degli abitanti di San Cassiano che con determinazione e vitalità hanno partecipato al progetto sia come attori, sia supportando tecnicamente e logisticamente le sorti di questo lavoro che ha tentato di trovare e di coinvolgere quasi tutte le figure tecniche e artistiche salentine: contente che anche in inverno c’è qualche pazzo sciagurato che decide di girare un film.

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