C’eravamo tanto amati

La storia finisce. Vanno dal giudice

Due uomini di Squinzano dal giudice dopo la fine della loro storia d'amore. Uno dei due potrebbe essere colpevole di “stalking”, ovvero corteggiamento ossessivo e violento

Chiusa una porta si apre un portone? Non è sempre così. Spesso, anzi, quando una storia d’amore finisce c’è sempre chi soffre di più. Che le due parti della coppia in questione fossero entrambe di sesso maschile è di poco rilievo. Ciò che importa è, invece, che dopo aver troncato la loro relazione i due siano rimasti in contatto. Un contatto non voluto da entrambi. Anzi. I due giovani di Squinzano, di 34 e 30 anni, avevano vissuto una crisi già nel 2004. L’amore si era spento ma il maggiore dei due non riusciva a darsi pace continuando a seguire l’ex e a chiedergli di tornare con lui. Perfino in modo violento: una sera, all’uscita della discoteca, il 30enne si ritrovò con gli specchietti dell’auto sfasciati per non aver voluto cedere alle richieste dell’ex compagno. Ma queste sono storie vecchie. Perché oggi i fatti sono diventati più gravi. Si parla, infatti, di “stalking”, cioè di un corteggiamento ossessivo. Fatto di rose, di telefonate, di lettere inviate a casa, di pedinamenti ed anche di una spedizione punitiva all’indirizzo del 30enne con l’intento di picchiarlo se non avesse voluto riprendere la storia. Al giudice per l’udienza preliminare Annalisa de Benedictis il compito di decidere sulle sorti dell’ossessivo “innamorato”.

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