Processi giudiziari e spettatori

Come a teatro e allo stadio

Quanti spettatori per un processo giudiziario! Sembra quasi un evento teatrale. Come mai tanta spettacolarizzazione?

In questi giorni, immediatamente dopo i resoconti in merito alla crisi di governo e ai possibili sviluppi, nei notiziari TV e sulle pagine dei quotidiani spiccano le informazioni sulle presenze di spettatori alle udienze appena iniziate presso il Tribunale di Como del processo per la strage di Erba. Sembra che il pubblico si piazzi all’ingresso del Palazzo di giustizia sin dall’alba pur di assicurarsi l’accesso e si è parlato addirittura di farneticante mercato di biglietti a pagamento, alla stregua del bagarinaggio posto in atto intorno alle partite di calcio. Ad onor del vero, situazioni pressoché analoghe si erano verificate lo scorso anno a Torino, in occasione del processo d’appello per il delitto di Cogne. A mio avviso, l’affannosa ricerca di esser presenti in carne ed ossa all’interno delle aule di tribunale è un novello malvezzo (ci mancava proprio!) a dir poco stravagante e denota l’influenza, che si è andata radicando nella mente di molti di noi, frutto della consolidata spettacolarizzazione, in seno a trasmissioni televisive, di delitti eclatanti, fatti giuridici, processi e roba del genere. Il risultato è che, insieme all’audience e a picchi d’ascolto e visione TV, adesso ci ritroviamo l’audience e picchi d’ascolto per quanto riguarda i processi giudiziari nelle sedi istituzionali. Giustizia e processi vanno ovviamente a braccetto, costituiscono in certo qual modo un tutt’uno, con il pianeta carcere. A proposito di quest’ultimo mondo, ecco alcuni piccoli approfondimenti appena effettuati da chi scrive – che, da soli, forse sono sufficienti a far meditare. Le carceri italiane sono complessivamente 205, 43.957 i detenuti al 30 giugno 2007, dei quali 17.042 condannati, 25.514 imputati e 1.401 internati per misure di sicurezza; i detenuti lavoranti ammontano a 12.609, vale a dire al 28,7% del totale. Gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 43.000 circa, con un rapporto agenti detenuti pressoché di 1 a 1 (in Europa è di 1 a 3 e negli USA di 1 a 7). Nel nostro paese c’è dunque un carcerato ogni 730 abitanti, esattamente come negli Stati Uniti, mentre, purtroppo, l’Italia si colloca al primo posto in Europa in fatto di livello occupazione, l’indice che fotografa lo stato delle effettive presenze rispetto alla capienza dei luoghi di pena. Rocco Boccadamo

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