Contestazione antilaica

Il caso dell'Università di Potenza

Una nuova contestazione presso l'Università di Potenza. Ancora una volta una protesta antilaica

La stampa interregionale Puglia/Basilicata ha riportato la notizia di un “casus belli” scoppiato durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico all'Università di Potenza. E' nata anche qui una strana contestazione da parte della rappresentanza di Forza Italia. Durante la prolusione del rettore, ad un suo passaggio sulla crisi di Governo e l'aggiunta di un detto di Lenin, gli esponenti della citata formazione politica hanno abbandonato la seduta. Non abbiamo contezza della precisa portata dell'opinione espressa, ma sarebbe stato preferibile che in nome di una serena, laica, condivisa possibilità di confronto e di dissenso, si fosse evitata anche in questa occasione la estremizzazione o radicalizzazione delle posizioni, rendendo incompatibile la convivenza fra le diverse opinioni. I dissidenti si sono protesi nella retorica denuncia della “caduta di stile”, pur provenienti “freschi-freschi” dalla sconcia esultanza in Parlamento per la caduta del Governo-Prodi. Saggio stile e galateo istituzionale avrebbe dovuto consigliare la permanenza all'incontro, concluso il quale, passare ad esternare ogni legittima critica che se fondata, avrebbe maggiormente messo in difficoltà il “Magnifico”. Fosse stato quest'ultimo un confessionalista, e contestato da “intolleranti laicisti”, si sarebbe gridato allo scandalo per l' ennesima lesione della “libertà di parola”. A conclusione constato che dove non c'è Forza Italia, c'è più che un rettore, un fattore di Potenza. Giacomo Grippa, Uaar Lecce

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