Basta con i salari da fame

Sciopero dei lavoratori

Qual è la situazione dei salari in Italia?E le tasse che incombono sempre più sulle famiglie?I lavoratori sono stanchi e ormai si ricorre più spesso allo sciopero

In mezzo a cori di slogan ormai imparati a memoria anche dai bimbetti (una famiglia su sette non ce la fa, una su due qualche volta salta il pagamento delle bollette e così via dicendo), i sindacati, giorno dopo giorno, lasciano intravedere vieppiù vicina la resa dei conti, diciamo così, nei confronti del Governo, sottoforma di sciopero generale. Del resto, annunciano un’iniziativa assolutamente legittima, che, nella storia democratica del nostro Paese, non è la prima volta che si adotta. Pur tuttavia, suscitano, a mio avviso, sconcerto e perplessità le secche rivendicazioni all’origine dell’azione: salari più alti per i lavoratori, meno tasse sui salari e, addirittura, niente tasse sugli incrementi retributivi. Desidererei, sommessamente, fare alcune piccole ma basilari osservazioni al riguardo. Il livello dei salari in genere, lasciando per un attimo da parte quelli dei pubblici dipendenti, non va negoziato in senso stretto con il Governo, bensì con le aziende, i datori di lavoro e, ad ogni modo, la consistenza delle buste paga rappresenta una variabile strettamente dipendente da un altro importante, anzi decisivo, fattore dell’impresa, che si chiama produttività; ritornando ai dipendenti dell’amministrazione pubblica, sembra ormai ora che, anche per questa categoria di lavoratori, non si prescinda più, ciecamente, dall’anzidetta relazione. La riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente e la completa defiscalizzazione degli incrementi relativi, devono, da parte loro, fare i conti con la preventiva possibilità che, in seno al bilancio dello Stato, si contengano le spese. Con i tempi che corrono – dopo tanto e tanto atavico parlare ma pochissimi risultati concreti sul tema – appare realistico pensare, almeno nell’immediato, ad un effettivo e indicativo abbassamento delle spese? Questi sono i confini, o almeno alcune pietre angolari, dello scenario che abbiamo di fronte e, anzi, ci accerchia e ci condiziona completamente. Malgrado la minaccia e la verosimile attuazione dello sciopero generale, non è che il Governo Prodi, grazie ad una sorta di bacchetta non si sa quanto magica, riuscirà a cavarsela ancora una volta e a sgaiattolare dal pericolo dell’apparizione della parola fine sulla pellicola della legislatura?. Rocco Boccadamo

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