Anche il Salento nella tratta delle schiave

Maxi operazione partita da Bari

Vendute e comprate. Poi costrette a prostituirsi. Gli agenti della squadra mobile di Bari hanno messo fine ad un largo mercato di sfruttamento su donne nigeriane

C’è anche un po’ di Salento nell’operazione portata a termine a Bari dagli agenti della squadra mobile del capoluogo, relativa ai traffici di donne nigeriane da destinare alla prostituzione e allo sfruttamento. Oltre ai sei nigeriani e ad un italiano residente a Vicenza, le manette sono scattate anche per Filippo Mastandrea, 34enne, originario di Bari ma residente a Minervino di Lecce, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; per lui l’ordinanza di custodia cautelare è stata modificata in arresti domiciliari perché, secondo quanto è emerso dalle indagini, avrebbe occupato solo una posizione marginale rispetto all’intera vicenda. Che si arricchisce di dettagli agghiaccianti: le donne infatti venivano vendute e comperate come merce nel loro paese d’origine e poi trasportate in Puglia dove venivano tenute sotto controllo grazie al giogo della religione. Su di loro venivano infatti praticati riti vudù come l’asportazione di unghie, ciocche di capelli e peli pubici che impedivano ogni forma di ribellione o di fuga.

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