Beneficenza. Ma chiamatela truffa

I carabinieri fermano una coppia di coniugi a Squinzano

Il raggiro consisteva nel chiedere “porta a porta” offerte per una bambina in gravi condizioni di salute. In realtà i soldi andavano direttamente nelle loro tasche. I carabinieri li hanno colti in flagrante

La truffa “porta a porta” si consumava con una certa regolarità nel Comune di Squinzano. E fino a pochi giorni fa era andato sempre tutto liscio. Domenica scorsa, però, la coppia di coniugi di 32 e 28 anni ha fatto un passo falso. I due circolavano con nonchalance per le strade della città all’ora di pranzo. E, a chi aprisse loro la porta, raccontavano la triste storia di una bambina affetta da un forma molto grave di leucemia, pregando il generoso padrone di casa di turno a fare qualcosa per aiutare la piccola ed i suoi genitori. Quando i carabinieri della stazione locale hanno chiesto chi fossero e come mai avessero cartelline e tesserini plastificati appuntati alla giacca, i due hanno risposto in modo evasivo, che ha lasciato intendere che qualcosa di strano ci fosse. Non è stato difficile risalire le strade già percorse dalla coppia e chiedere di casa in casa ulteriori delucidazioni.

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