Al liceo a 76 anni

Un nonno-studente al Classico di Casarano

Quando ad ottobre scorso il preside l’ha presentato alla classe di 14enni, i ragazzi hanno pensato si trattasse di uno scherzo. Ma non lo era. Angelo Stella, maresciallo dei carabinieri in pensione, frequenta la quarta ginnasiale al liceo “Dante Alighieri” di Casarano

“Preside, questa notte ho preso una decisione: debbo frequentare il Liceo Classico”. A presentarsi davanti al dirigente scolastico dell’istituto superiore, Salvatore Giuliano, una mattina del mese di ottobre scorso, non era un giovane che aveva deciso di cambiare scuola o che si era pentito di non aver continuato gli studi. Davanti allo sbalordito dirigente c’era invece un signore che poteva essere suo padre. Si trattava di Angelo Stella, 76 anni, pensionato, ex maresciallo dei carabinieri, residente a Taviano. La sua determinazione era coinvolgente, la sua voglia di apprendere commovente. Pochi giorni dopo, il signor Stella veniva iscritto al primo anno di corso, alla 4ª ginnasiale sezione “E”. L’iscrizione del “nonno-studente”, come egli stesso ama definirsi, fu accolta positivamente dal Consiglio di classe per l’alto valore educativo e l’esempio che la sua presenza poteva dare alla classe. “Il valore aggiunto – spiega il preside – deriva dal fatto che in età lavorativa ha espletato la funzione di comandante di stazione dei carabinieri. In un periodo in cui si sente parlare di educazione alla legalità –osserva Giuliano – avevamo un’esperienza di vita all’interno della classe. La sua esperienza è notevolissima e vale tanti progetti sulla legalità”. Da quel giorno lo studente ha cominciato a frequentare la scuola regolarmente; ha comprato i libri come i suoi compagni più giovani; si è presentato anche all’incontro scuola-famiglia, accompagnato dalla moglie. Ma come è stato il primo impatto con la classe, formata da quattordicenni? “Quando il primo giorno lo presentai alla classe – racconta il preside – i ragazzi in un primo momento pensarono ad uno scherzo; quando poi capirono che era una cosa seria, rimasero increduli. Mi ricordo che, ad un certo punto, c’è stato un momento di imbarazzante silenzio, rotto da un ragazzo che chiese al signor Angelo: ma ti dobbiamo dare del lei o del tu?”. La condizione di normalità viene rispettata. Giorni fa, per esempio, l’alunno Stella è stato interrogato in greco. E’ stato chiamato dalla docente Anna Cesi ed è andato vicino alla cattedra, come fanno i suoi compagni di classe, per dimostrare se ha imparato l’articolo e le declinazioni. “L’interrogazione è andata benino – spiega Cesi – considerato che non ha basi di lingue antiche è un buon risultato. Lui la terza media l’ha presa come privatista. Va benissimo in italiano. L’ultimo compito in classe è stato esemplare”. I suoi compagni di classe pretendono che venga trattato come tutti gli altri e che non ci siano favoritismi. Il signor Angelo è d’accordo e non avrebbe mai preteso un trattamento privilegiato. “Per me è una sfida – spiega il pensionato – voglio conseguire la maturità frequentando tutto il corso di studi, per cinque anni. Spero di riuscirci”. La sua vera forza, secondo la docente, che è un po’ il suo tutor, è il bisogno irrefrenabile di apprendere. “Sono affascinato dalla cultura, quella con la C maiuscola – spiega l’ex maresciallo – e ho un bisogno quasi fisico di conoscenza e di sapere”. Il dirigente scolastico – che è, per inciso, tra i più giovani in Italia del secondo settore formativo e, per una singolare coincidenza, si ritrova nella sua scuola probabilmente lo studente medio più anziano d’Italia – sottolinea il messaggio forte che la presenza del signor Angelo manda ai ragazzi. “Il messaggio è che il periodo di apprendere non è soltanto quello che coincide con l’infanzia o con l’adolescenza – spiega – ma anche dell’età adulta, dell’età avanzata. I ragazzi apprendono questo messaggio positivo: l’istruzione non si ferma, ma potrebbe interessare tutto l’arco della vita”.

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