Metropolitana a Lecce. Parla Capone

L'assessore all'Ambiente si esprime

Antonio Capone, assessore all'Ambiente al Comune di Lecce si esprime in merito a varie questioni che stanno coinvolgendo la città, specie in termini di trasporti e qualità della vita

“Ancora tu! Ma non dovevamo vederci più?”. Così Battisti-Mogol avrebbero salutato l’estemporanea uscita dell’ex assessore Gianni Peyla che, dinanzi al fuggi-fuggi generale sulle responsabilità per il progetto della metropolitana di superficie (oggettivamente considerata come uno sfregio alla città), con un candore al limite dell’improvvisazione, si dichiara l’unico fautore di tali brutture con il solito pretesto delle polveri sottili e dell’inquinamento da troppo smog causato dalle auto. Ma è convinto per davvero Gianni Peyla che la metropolitana di superficie potrebbe essere utile ai fini salutisti e ambientalisti della nostra città? O si tratta piuttosto di una megalomania di chi ha confuso New York o Los Angeles con la Firenze del Sud? Siamo dinanzi ad un ex assessore di Palazzo Carafa o al Candido di Voltaire? Ma al peggio non c’è mai fine: prendiamo atto che ci si vuole intestardire in qualcosa che, come detto più volte, sarebbe opportuno portare a termine soltanto a patto, poi, di non farla entrare in funzione. Gianni Peyla rilancia l’idea di corsie preferenziali più ampie e, magari, chissà, di qualche altra rotatoria da seminare qua e là per gli incroci leccesi, così…, tanto per creare qualche ingorgo in più. Come si fa a giocare con le politiche del traffico e le politiche della mobilità di una piccola città come Lecce, atteggiandosi a Traffic City Manager delle metropoli planetarie che per davvero con questo problema convivono quotidianamente? Lecce potrebbe essere al massimo un rione di quelle metropoli. La nostra città non ha bisogno di corsie preferenziali, strisce blu, mega-parcheggi, metropolitane di superficie, ma di amministratori che abbiano il coraggio di amministrare operando, se necessario, e sempre di concerto con le categorie commerciali, qualche chiusura di tanto in tanto, nei periodi strategici e garantendo un servizio di trasporti urbano più efficiente e meno costoso. Ad oggi l’offesa dei pali della metropolitana alle architetture cittadine continua ad acuirsi anche per il fatto che a quei pali si aggiungono quelli della luce, che avrebbero dovuto essere tolti e che, invece, sono ancora lì. E chissà per quanto tempo. Magari per sempre… Smettiamola con le iniziative estemporanee, stendiamo un velo pietoso su ciò che è stato fatto e di cui Peyla, immolandosi per tutti, rivendica la piena responsabilità e guardiamo avanti provando a risolvere i problemi dei cittadini piuttosto che crearli. Antonio Capone Assessore all’Ambiente del Comune di Lecce

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