Poli. “Difendiamo i diritti dei minori”

Si apre un dibattito

Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce e coordinatrice di An in Puglia, lancia una campagna di riflessione sul tema della violenza sui minori e sul tema specifico dei videogiochi

L’eurodeputato Adriana Poli Bortone rende noto che nell’ambito della Strategia europea sui diritti dei minori il Gruppo Uen al Parlamento europeo ha organizzato sul tema numerosi incontri e audizioni in Italia ed in Europa. “Tra gli argomenti che affronteremo – fa sapere Adriana Poli Bortone – abbiamo inserito anche quello di particolare attualità dei videogiochi violenti, sul quale già lo scorso anno ho presentato una proposta di risoluzione con le colleghe Muscardini e Angelilli. Peraltro, nei giorni scorsi presso la sala stampa del Parlamento europeo abbiamo tenuto un incontro con il Commissario Franco Frattini ed il Pm del Tribunale dei Minori di Roma Simonetta Martone sullo sfruttamento dei minori Rom e a Strasburgo un altro incontro con i programmatori del videogioco “Imperium Civitas”, incentrato sulla saga dell’impero romano. Si tratta di un gioco dall’alto contenuto formativo ed educativo, a dimostrazione che i videogiochi non vanno demonizzati in quanto tali, perché esistono modelli positivi. Con la stessa Martone – annuncia – faremo un convegno a Lecce nei prossimi mesi sul tema della violenza sui minori, già al centro del lavoro della scuola di Partito che si sta tenendo presso la Federazione di Lecce a cura del circolo Identità e Futuro. In questo senso – conclude Adriana Poli Bortone – è molto importante ciò che è contenuto nella nuova direttiva sulle attività televisive appena approvata dal Parlamento europeo: il divieto di programmi che possono nuocere alla sviluppo fisico, mentale e morale dei minorenni o il divieto di comunicazioni commerciali audiovisive che esortano i minori ad acquistare un prodotto sfruttando la loro inesperienza o credulità. Credo che occorra un impegno totale a difesa dei diritti dei minori, esposti più di altri ai rischi e ai pericoli che la società moderna nasconde”.

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