Le tombe di bimbi romani

Ugento-Beni archeologici da tutelare

Nuove scoperte in via Urso testimoniano l’importanza di Ugento anche in età romana

La situazione archeologica degli scavi di Ugento impone continui aggiornamenti, tante sono le acquisizioni che si susseguono!Questa volta, sono testimonianze di età romana ad arricchirne la storia: tre tombe di infanti, databili al periodo tardo-repubblicano ( II – I sec. a.C.) sono state rinvenute, a ridosso del perimetro delle antiche mura ( in un tratto in cui il loro andamento risulta ancora incerto), nell’attuale periferia della città, dove si svolgono lavori per il completamento della rete fognaria. Dopo il deprecabile furto del 17 settembre scorso, che ne ha irrimediabilmente danneggiata una, sono emersi ulteriori oggetti di corredo funerario in un sistema necropolico, composto di lastre dalle dimensioni inusuali. Se nel recente scavo di via Peri la sepoltura di adulti e infanti evidenziava un contesto messapico riutilizzato anche in età romana, in quest’ultima indagine sono venute alla luce testimonianze di origine esclusivamente romana da riferire soltanto a bambini.Le olle contenenti resti ossei e ceneri riportano all’usanza dell’incinerazione, mentre la sepoltura di individui infantili nelle abitazioni, all’interno della città fa pensare ad uno scopo rituale – protettivo, dovuto proprio alla loro età.Si riteneva infatti che non fossero ancora pronti ad allontanarsi per essere seppelliti lontano da casa. Nel corredo funerario, insieme a reperti di materiale bronzeo ( un pendaglio, un anello e un piatto ) sono stati ritrovati inoltre due pendagli in osso lavorato, uno dei quali risulta di particolare interesse per la sua rarità, essendo in resina naturale. Particolare anche la diversa disposizione delle olle funerarie, coeve, custodite all’interno degli altri due sarcofagi : una coperta da lastra, una con tegola sovrastante, ed una alloggiata nell’incavo di due blocchi di pietra. Ubicate adiacentemente, una accanto all’altra erano segnalate: la prima da una stele in tufo e l’altra da un rocchio di colonna in calcarenite. Soddisfacenti e produttive ancora una volta le sinergie, ormai da tempo createsi,fra i protagonisti dello scavo ( Paolo Schiavano,Roberto Maruccia,e Doris.Ria) la Sovrintendenza Archeologica della Puglia ( DanielaTansella e Arcangelo Alessio ),l’assessorato alla cultura del Comune ( Massimo Lecci ), alle quali è da aggiungere la Direzione e la ditta esecutrice dei lavori. Ci si chiede ,a questo punto, perché non fare della forte connotazione storico – archeologica continuamente emergente dal sottosuolo la particolarità e la grande risorsa che possa caratterizzare a pieno e qualificare la città di Ugento. Basterebbe poter pianificare interventi inseriti e contestualizzati in un programma organico e non più derivante da lavori occasionali, predisponendo campagne di scavo in un insieme unitario, teso a valorizzarne la peculiarità e l’ antichità. Un investimento culturale ed economico che, esaltandone la sua autentica specificità, potrebbe consentire agli addetti ai lavori di delineare una carta archeologica completa ed esauriente e alla popolazione, locale e in transito, di fruirne adeguatamente. Su questo importante documento, che si rivela sempre più ricco di sorprese e sempre più vicino, torneremo a scrivere presto.

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