Capodanno dei popoli 2008

Al via la XVIII edizione

Il Capodanno dei Popoli della Provincia di Lecce è da anni un appuntamento che riunisce le comunità straniere che abitano il Salento, creando momenti artistico-ricreativi e dando spazio ai caratteri delle diverse tradizioni

Il programma di questa XVIII edizione, organizzata in collaborazione con le associazioni salentine, le comunità di stranieri e con lo Sportello dei diritti, sarà articolato in vari momenti che coinvolgeranno, oltre al capoluogo, anche altri quindici comuni della provincia nei giorni immediatamente precedenti e successivi al Capodanno, che verrà festeggiato, come di consueto, nell’atrio del Palazzo dei Celestini, sede della Provincia di Lecce e simbolo da anni di integrazione. Questa festa verrà chiusa dal concerto dell’Orchestra dei Popoli, diretta dal maestro Admir Shkurtaj con la partecipazione del sassofonista Roberto Ottaviano. Dal 18 dicembre al 12 gennaio nei comuni di Aradeo, Campi Salentina, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Corsano, Cursi, Galatina, Leverano, Lizzanello, Martano, Neviano, Salice Salentino, San Cesario di Lecce, Surbo e Trepuzzi si alterneranno progetti di collaborazione, concerti, riflessioni, spettacoli teatrali, mostre e laboratori interculturali in un viaggio tra sapori, suoni, cultura da tutto il mondo. “L’organizzazione del Capodanno dei Popoli coinvolge una rete costituita da comunità immigrate, comuni e associazioni italiane che si occupano di intercultura. Non si tratta solo di un evento”, sottolinea Luigi Calò, assessore alla Promozione dell’integrazione e della Cultura della pace della Provincia di Lecce, “ma di una molla di aggregazione. Questa esperienza, che prosegue da molti anni, è legata soprattutto ad un’idea di antirazzismo e alla capacità di promozione delle culture immigrate. La Provincia cerca di dare protagonismo alle persone che vivono nel Salento, valorizza le loro culture, e prova attraverso una serie di attività a favorire la convivenza civile”. Info www.provincia.le.it PROGRAMMA: dal 18 dicembre al 4 gennaio Manifatture Knos – Lecce Bagliori d’ombra Da martedì 18 dicembre a venerdì 4 gennaio il Teatro Le giravolte e le Manifatture Knos di Lecce presentano Bagliori d’ombra. Il progetto non vuole essere solo la visione di spettacoli, dove eroi ed eroine hanno lo spessore della carta e la leggerezza del sogno ma anche un incontro culturale che offre tantissime opportunità per ogni tipo di pubblico con spettacoli, conferenze, proiezioni di ombre di celluloide e mostre fotografiche, laboratori di teatro, di cinema, di scrittura e arti visive che contribuiranno a scomporre e ricomporre l’ombra in tutte le sue sfaccettature. Un appuntamento per indagare le possibili intersezioni tra un linguaggio teatrale poco praticato in Occidente e altre forme d’arte più vicine alla nostra cultura. Tra gli ospiti il designer Francesco Spada, il regista turco Cengiz Ozek, Laura Minici Zotti, Antonio Errico, Cristina Frigerio, Wayan Suwija e numerosi artisti salentini. www.teatrolegiravolte.it – www.manifattureknos.org venerdì 21 dicembre – ore 20 Centro Fieristico – Campi Salentina Il sale e il pane Il Centro Fieristico di Campi Salentina ospita dalle 20.00 lo spettacolo “Il sale e il pane” con Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque. L’Italia fino al 1976 è stata terra di emigranti e solo in quell’anno per la prima volta si è invertita la tendenza: sono entrate nel nostro paese più persone di quante ne siano uscite. Ma non abbiamo smesso di emigrare. Siamo emigrati per ragioni economiche: si scappava dall’Italia per fame e per disperazione. Poveri e ignoranti abbiamo varcato le soglie del mondo chiedendo asilo e lavoro. Ma siamo emigrati anche per sfuggire alle persecuzioni religiose, per motivi razziali, per motivi politici; esattamente per le stesse ragioni per cui oggi nel mondo milioni di persone chiedono asilo a paesi poveri come il loro o a quelli più ricchi del pianeta. Hanno chiesto asilo politico padri della patria come Garibaldi e Mazzini, padri della repubblica come Nenni e Pertini, artisti e scienziati vanto della nostra cultura come Toscanini e Fermi. Accanto a questi nomi illustri e a quelli che all’estero hanno trovato l’arma del sicario, come i fratelli Rosselli, migliaia di militanti politici e sindacali che, in tempi diversi, hanno cercato altrove la libertà e il lavoro. La nostra storia, spesso dimenticata, è fatta anche di questo: di fughe da un’Italia che non sapeva ancora assicurare a tutti i suoi cittadini il rispetto delle idee e della persona. Lo spettacolo rivive anche questa storia, ci restituisce pagine di un racconto frammentato da mille dimenticanze, da silenzi a volte complici. E lo fa allo scopo di riaffermare la dignità, il diritto di quanti hanno varcato e varcano il nostro confine, confidando sulla nostra effettiva capacità di vivere la democrazia. Da paese da cui si fuggiva l’Italia è diventata paese in cui si torna e si arriva. Abbiamo una lunga storia di accoglienza; per fare alcuni esempi, durante il secolo scorso abbiamo dato ospitalità al popolo armeno (in fuga da un vero e proprio sterminio), ai Curdi (figli di una nazione dilaniata), a Greci, Cileni, Argentini, oppressi e minacciati da dittature militari, a Vietnamiti raccolti dalla pietà internazionale su barche in balia dell’oceano, a perseguitati per ragioni politiche o religiose provenienti da diversi paesi del medio oriente (Palestina, Iran, Irak) o dall’Europa orientale, oppressa dal regime sovietico. Oggi accogliamo migliaia di profughi: militanti politici, uomini di cultura, ma anche donne, uomini, famiglie che fuggono da guerre devastanti e spesso insensate. “Il sale e il pane” racconta spaccati significativi di queste vicende, accompagnandoli con immagini prese dalla storia e dalla cronaca, grazie al contributo di amici giornalisti che, con il loro lavoro, sono quotidiani testimoni di queste tragedie. La musica che accompagna la rappresentazione è stata appositamente composta. Le canzoni sono frutto di una ricerca sul repertorio storico italiano e su quello contemporaneo internazionale, coniugando in questo modo le due direttrici del racconto: la nostra storia di rifugiati e quella di chi oggi bussa alle nostre porte. La struttura dello spettacolo è quella di una narrazione con proiezione di documenti visivi intervallati dall’esecuzione di canzoni e musiche. Sul palco Gualtiero Bertelli (voce narrante, canto, fisarmonica, chitarra), Maurizio Camardi (sax, flauto, fiati etnici), Giuseppina Casarini (canto, percussioni), Rachele Colombo (canto, percussioni, chitarra, mandola), Paolo Favordio (pianoforte, tastiere), Guido Rigatti (canto, violoncello, contrabbasso). I testi sono di Gualtiero Bertelli e Edoardo Pittalis, le musiche di Gualtiero Bertelli, Maurizio Camardi e Paolo Favorido mentre le immagini sono di Giorgio Lotti. Nel corso della serata sarà allestita la mostra “Scuola per donne e orfani a Oujda (Marocco)” a cura dell’associazione Onlus Tzichì. sabato 22 dicembre – ore 21.00 Tenda Livello 11/8 – Surbo (Le) Il sale e il pane domenica 23 dicembre – ore 20.00 Centro Polifunzionale Ennio De Giorgi – Lizzanello (Le) Seminario di multipercussione Dalle 20.00 si terrà la performance finale del seminario di multipercussione tenuto dal maestro Ninad Massimo Carrano, realizzato dall’associazione culturale Sabor. Tra i musicisti italiani più attivi ed eclettici, svolge una intensa attività concertistica, come solista e con prestigiosi organici italiani e non.Si rivolge ben presto allo studio delle percussioni etniche con insegnanti del calibro di Luis Agudo, Roberto Evangelisti, Gregorio”el Goyo” Hernandez, Angel “Chino” Chang, Reinaldo Hernandez, Glen Velez, Abdallah Mohammed. Nel corso della sua carriera ha collaborato,tra gli altri, con Teresa De Sio, Mimmo Locasciulli, Ornella Vanoni, Fabrizio de Andrè, Karl Potter, Massimo Moriconi, Mauro pagani,Mariapia De Vito, Rita Marcotulli, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Lucilla Galeazzi, Giovanna Marini Antonello Ricci, Liliana Gimenez, Tony Esposito, Michele Ascolese,, Eric Daniel, Elio e le storie tese. domenica 23 dicembre – ore 18.00 Sala Polifunzionale – Neviano Balcani e Palestina Serata dedicata ai balcani dalle ore 18.00 con una mostra etnografica sull’Albania, a cura dell’associazione Etnos, e cucina tipica dei balcani. A seguire concerto degli Adria. Il progetto nasce sul filo di un incontro. In un equilibrio instabile le sue due metà procedono per giungersi in mezzo al mare adriatico, portandosi dietro due culture, anzi due mondi, che per anni si sono osservati da lontano e adesso provano a dialogare. I testimoni delle due culture musicali sono molteplici; se l’organetto e il violoncello sono i portabandiera timbrici della tradizione musicale salentina da una parte e albanese dall’altra, la voce sembra diventare il punto d’incontro che per un momento può mettere in accordo linguaggi profondamente diversi ma vicini, nelle assonanze e nei respiri. In un contesto moderno fatto di incoerenze e persino di rumori, inevitabili e molesti, gli arrangiamenti si fanno nervosi e a tratti caotici. Sono figli legittimi delle discordanze nate nella città, il luogo dove l’ approdo si è reso inevitabile. Il gruppo è composto da musicisti che vantano collaborazioni con artisti e formazioni di rilievo del panorama musicale pugliese e italiano e che propongono una rivisitazione delle musiche popolari del sud Italia e dei balcani, con particolare attenzione per la musica tradizionale albanese, insieme con un ricco repertorio inedito. I musicisti provengono da esperienze musicali affini che hanno trovato uno sviluppo naturale in questa collaborazione, che dà luogo ad una proposta ricca e articolata in cui ogni singolo strumento spazia con ampie possibilità d’espressione nelle improvvisazioni, momenti che avvicinano le strutture tradizionali aperte ai modi jazz. Questo territorio di scambio inaspettatamente fecondo è il luogo di congiunzione delle ricerche condotte in questi anni dai musicisti, volte a reinterpretare in chiave personale le melodie e i ritmi di una tradizione che dà sempre più respiro alle sensibilità musicali ‘moderne’, che ne esaltano l’intensa forza evocativa. La formazione è composta da: Maria Mazzotta (voce), Claudio Prima (organetto, voce), Redi Hasa (violoncello), Emanuele Coluccia (sax tenore e soprano), Ovidio Venturoso (batteria). Nel corso della serata verrà presentato il progetto Adotta un albero per la Palestina, a cura della Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce, al quale hanno già aderito numerosi comuni salentini. giovedì 27 Dicembre – ore 20.00 Centro Anziani – Carmiano Sud America Dalle 20.00 presso il Centro Anziani di Carmiano serata dedicata al Sud America con capoeira e samba brasiliana a cura dell’associazione Arte Brasil e degustazione di cucina tipica cubana a cura dell’associazione Josè Marti. Il gruppo Oficina da Capoeira di Lecce del professor Kel Malicia presenta uno spettacolo che si articola in quattro momenti differenti, in un crescendo di energia ed entusiasmo che non possono non coinvolgere il pubblico. Capoeira e Maculêlê sono due forme d’arte nate in Brasile a seguito della deportazione degli schiavi africani durante la colonizzazione portoghese. Il primo momento dello spettacolo ripropone il Maculêlê, antica danza detta “dei machete”, durante la quale gli schiavi nelle piantagioni “danzavano” a coppie battendo pezzi di canna da zucchero, a ritmo di canti e musica. Era un modo di camuffare una lotta che in realtà usava un’arma più pericolosa, i machete, ovvero lo strumento di lavoro, quello con cui gli schiavi tagliavano la canna. Poi si passa al Samba, senza dubbio una delle danze più conosciute del Brasile. Al ritmo velocissimo delle percussioni, le ballerine e i ballerini effettuano frenetici movimenti del corpo, in una armonia di braccia e gambe, teste e fianchi, incantandoci e riempiendoci di emozione. Subito dopo si scivola con i ritmi del frevo, una danza tipica del Nord Est del Brasile. Questo ritmo vibrante, genuinamente pernambucano, esprime la sua genialità attraverso la musica e la sua forma peculiare e differente di danza, che comprende oggi più di 120 passi. L’ultima parte dello spettacolo è dedicata alla Capoeira. Tale arte rappresenta la simulazione di una lotta mista ad una danza durante la quale, a ritmo di musica, i capoeiristi si sfidano con movimenti rapidi ed acrobatici dando vita ad uno spettacolo magico, intensamente ricco di agilità, flessibilità, forza ed equilibrio. giovedì 27 Dicembre – ore 18.00 Castrignano dei Greci Ecuador A Castrignano dei Greci giornata dedicata all’Ecuador con un incontro sul paese latinoamericano, musica e cucina tipica a cura della comunità ecuadoriana. La musica tradizionale andina ha melodie caratteristiche e orecchiabili che sono diventate popolari nella cultura occidentale. Tra gli strumenti musicali più antichi ci sono il rondador (zampogna di bambù), la quena e il pingullo (due flauti di bambù), le conchas (conchiglie suonate come un corno) e diversi tipi di tamburelli, sonagli e campanelle. Gli spagnoli introdussero gli strumenti a corda (chitarre, arpe e violini). La maggior parte della musica tradizionale ecuadoriana di oggi è un misto di influenze precolombiane e spagnole. Le melodie tradizionali si possono sentire anche nelle strade durante le fiestas. Assume spesso toni malinconici e nei testi affronta temi di abbandono e solitudine. Venerdì 28 dicembre – ore 11 Palazzo dei Celestini (aula consiliare) Seminario a cura di Amnesty International Venerdì 28 – ore 18.00 Palazzo De Donno – Cursi Marocco e Balcani Marocco e Balcani in questa serata a Cursi. Il progetto (mostra e video) Scuola per donne e orfani a Oujda (Marocco) realizzato in collaborazione con l’associazione Tzichì farà da cornice al concerto degli Adria. L’associazione Al Mohajira curerà invece le degustazioni di cucina marocchina. Venerdì 28 – ore 21.30 Palazzo dei Celestini – Lecce Giuliano Palma & the Bluebeaters Martedì 28 dicembre il Capodanno dei Popoli ospita nell’atrio di Palazzo dei Celestini (inizio ore 21.30 – ingresso 10 euro) il concerto di Giuliano Palma & The Bluebeaters che presenteranno i brani del loro nuovo cd Boogaloo. “È difficile scegliere il titolo per un disco di canzoni scritte da altri”, spiega Giuliano Palma. “Dopo ‘The Album’ e ‘Long Playing’ i termini vintage per indicare un disco erano finiti, e così per il terzo album di studio i Bluebeaters hanno scelto una nuova strada, dando al loro lavoro un titolo evocativo: Boogaloo.” Un termine che ben definisce la commistione di generi tra ska, pop, rock e reggae che da sempre contraddistingue la musica di Giuliano Palma & The Bluebeaters. Diciassette nuovi arrangiamenti e per la prima volta un pezzo completamente inedito scritto da Giuliano Palma e Fabio Merigo, il più Boogaloo di tutti: ‘The Marvin Boogaloo’! La scelta dei brani é avvenuta come sempre in maniera molto istintiva ed emozionale: un vecchio disco visto in autogrill, qualcuno che si é messo a fischiettare un pezzo in studio, un’ispirazione improvvisa arrivata durante la notte con tanto di arrangiamento già pronto. sabato 29 dicembre Lizzanello Marocco L’associazione Al Mohajira curerà le degustazioni di cucina marocchina, una sfilata di abiti tradizionali e uno spettacolo di danza del ventre. sabato 29 dicembre – dalle 17.00 Palazzo Ducale – San Cesario di Lecce Senegal Il Palazzo Ducale di San Cesario di Lecce ospita una serata dedicata alla cultura senegalese. La Fabbrica dei Gesti, un centro culturale per un innovativo approccio al teatro, alla danza, alla musica ed alle altre forme artistiche, prosegue infatti il lavoro sviluppato nell’ambito del progetto “Takku ligey”, un’espressione della lingua wolof, una delle lingue parlate in Senegal, che significa “darsi da fare insieme”. Nel corso della serata saranno proiettati alcuni video, realizzati nei piccoli villaggi senegalesi, si alterneranno momenti di lettura e musica tradizionale. Nelle sale del Palazzo Ducale sarà inoltre allestita una mostra. sabato 29 Dicembre Teatro Comunale Domenico Modugno – Aradeo Un Pozzo Per La Vita Nel Teatro Comunale Domenico Modugno di Aradeo cucina dal mondo e musica etnica in collaborazione con il comitato Capodanno dei Popoli. Nel corso della serata sarà presentato il progetto “Un pozzo per la vita”, per la costruzione di due pozzi in Kenya. domenica 30 dicembre – 18.00 Corsano Senegal Serata dedicata al Senegal e alla cultura africana con la musica dei Mays Africa, una mostra mercato e gli stand gastronomici senegalesi. La musica e la danza sono sempre presenti nella vita quotidiana senegalese. La base di tutta la musica senegalese è tradizionale; tante occasioni sono pretesti per ballare e suonare: battesimi, matrimoni, feste per il raccolto e avvenimenti sportivi. Solitamente in queste occasioni un gruppo di percussionisti si posiziona all’esterno e comincia a suonare. I bambini più piccoli si siedono a cerchio di fronte a loro. Dietro ci sono le donne sedute o in piedi, dietro ancora gli uomini. Le donne e i bambini ballano e tengono il tempo battendo le mani. Solitamente viene data un mancia ai danzatori più bravi. Anche i griot di famiglia intervengono a queste feste cantando le lodi dei padroni di casa. Ogni gruppo etnico utilizza strumenti tipici: i più famosi sono: il sabar, il doun doun, il djembe, la kora e il tamà. La danza è parte integrante della cultura senegalese. M’balax è il ritmo senegalese più conosciuto all’estero. Diversi cantanti hanno saputo unire strumenti tradizionali senegalesi a moderni europei e sono riusciti ad esportare e far apprezzare la musica senegalese al di fuori del continente africano. lunedì 1 gennaio Palazzo dei Celestini – Lecce Capodanno Multietnico Il consueto appuntamento con il Capodanno dei Popoli torna nell’atrio di Palazzo dei Celestini a Lecce. La serata prenderà il via alle 18.00 con un programma ricco di eventi. La cucina del mondo sarà protagonista degli stand gastronomici allestiti sotto il porticato con la presenza di molte delle etnie presenti a Lecce e nel Salento. Parteciperanno infatti rappresentanti di diciotto comunità che proporranno enogastronomia tipica dei paesi di origine. Si potrà dunque assaggiare – andando in ordine sparso – Feijolada (riso, fagioli neri, carne di maiale, farina di mandjoca, verdure), Marisco au coco (frutti di mare con latte di cocco), Pudim con ameixa (budino con prugne), Keeri Bith (riso al cocco), Katta Sambl (rotolini di pollo arrichiti di polvere piccante), riso Pulav, Kopta (frittelle), Sabjee (contorno di ortaggi e legumi), Puri (pane indiano), Bardà (frittelle di farina e legumi), Comlek (pasticcio di coniglio con cipolle e aceto), Mish qingjji me barbunja (Vitello e fagioli giganti di Lima), Pule me arra (Pollo con le noci), Qofte te ferguara (polpette fritte), Gaeng keow Wan Gai (pollo al curry verde), Pa Naseng Nua (vitello al curry), Pad Thai Ghoong Sod (nodini di riso freddo con gamberi), tiebu yapp (riso con la carne), cous cous e altri piatti da tutto il mondo. Nel corso della serata si alterneranno sul palco danzatori e musicisti. In programma danza dall’India, dal Senegal e dal Brasile. Il finale sarà riservato, come per le passate edizioni, all’Orchestra dei Popoli della Provincia di Lecce. Ospite speciale il sassofonista Roberto Ottaviano. L'orchestra, diretta dal fisarmonicista, arrangiatore Admir Shkurtaj è nata, su iniziativa della Provincia di Lecce, con l’intento di costituire una formazione fatta da musicisti provenienti delle diverse etnie che vivono nel Salento. Il repertorio è fatto da musiche di diversi paesi, un viaggio fra diverse sonorità: Ecuador, Sri Lanka, Cuba, Marocco, Albania, Senegal, Kenia e Salento. Diversi colori, diversi suoni, diverse percezioni del tempo, diversità di comportamento, sono cose che hanno il diritto di essere scoperte e accolte da tutti. Forse tutto questo unito nella musica può assumere una forma più immediata e leggibile. L'Orchestra è composta da: Admir Shkurtaj: direttore, arrangiatore, fisarmonicista – Emanuela Gabrieli: voce – Meli Hajdaraj: voce – Maria Mazzotta: voce – Ramesh Muthupitchichi: voce – Pape Maissa: djambe, voce – Indiaga Thioune: djambe – Ramon Perez Batista: Congas – Sivaruban Somatar: tablas – Murigu r Gathiom: grancassa, percussione e voce – Brahim Haounat: Darabuca – Palomo Cacere: Panflauto, Voce – N’Bark el Asri: buzuchi e voce – Mauro Durante: violino, tamburello – Ariel Suri Lionart: tromba e voce – Antonio De Vito: sax alto, tenore – Redi Hasa: violoncello – Marco Bardoscia: contrabbasso. Roberto Ottaviano studia il saxofono con Federico Mondelci e Steve Lacy, composizione ed arrangiamento con Bill Russo e George Russell. Dal 1979 svolge una intensa attività concertistica e discografica in tutta Europa, collaborando con alcuni fra i piu' importanti musicisti americani ed europei come Mal Waldron, Reggie Workman, Andrew Cyrille, Albert Mangelsdorff, Ray Anderson, Enrico Rava, Ran Blake, Steve Swallow, Henri Texier, Misha Mengelberg, Franz Koglmann, Han Bennink, Barre Phillips, Pierre Favre, Kenny Wheeler, Mark Dresser, Paul Bley, Irene Schweizer, Myra Melford, Tony Oxley. Attualmente dirige il proprio quartetto “Icaro” e fa parte del quintetto “Africa Mood” con il batterista sud africano Louis Moholo. Come leader e come freelance ha modo di fare tournee' in varie parti del mondo comparendo in alcuni fra i più importanti festivals in Germania, Austria, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Francia, Spagna, Portogallo, oltre che in India, Messico, Stati Uniti, Brasile, Israele ed in alcuni stati africani come Marocco, Senegal e Camerun. mercoledì 2 Gennaio – ore 18.00 Salone Chiesa Matrice Santissima Annunziata – Leverano Senegal e Mozambico Nel Salone della Chiesa Matrice Santissima Annunziata di Leverano serata con musica e cucina dal Senegal in collaborazione con l’associazione Baobab. Saranno presentati inoltre il progetto Infantario a Maputo e il laboratorio Teatro delle Etnie. mercoledì 2 Gennaio – ore 18.00 Salice Salentino Mijikenda I Miji Kenda propongono una selezione di musiche e danze africane. Il nome (letteralmente “i nove”) deriva dalle nove tribù lungo il litorale di Kenya, Somalia e Tanzania unite da un'affascinante patrimonio culturale. I Miji Kenda con i loro ritmi tribali e le danze guerriere riportano il pubblico nella loro terra, facendone assaporare le atmosfere e le musicalità, trascinandoli in vortici coinvolgenti al ritmo sfrenato delle percussioni, delle danze e dei canti africani. Infatti la musica tradizionale keniota enfatizza le percussioni usate spesso in ensemble che danno luogo a ritmi poliritmi complessi. Alla ritmica si accompagnano canti strutturati, in cui il coro e solisti interagiscono secondo una varietà di schemi ricorrenti; questi vanno dal diffusissimo “chiamata e risposta” a soluzioni più elaborate, come le “competizioni” dei solisti, per cui a metà di un brano la musica rallenta, si abbassa di tonalità e i cori lasciano il posto a una solista. Come in gran parte dell’Africa, la musica keniota con i Miji Kenda, è in genere concepita come attività fisica strettamente correlata alla danza in ensemble con le ritmiche ed i canti. A cura di Emergency verrà inoltre presentato il progetto di collaborazione “Un Ospedale per il Darfur”. mercoledì 2 Gennaio – ore 18.00 Sala Giunta Comunale – Trepuzzi (Le) Leyla Zana una Storia di amicizia con il popolo Kurdo Dalle 18.00 nella sala giunta del Comune di Trepuzzi si terrà un incontro dal titolo “Leyla Zana una Storia di amicizia con il popolo Kurdo”. Interverranno Cosimo Valzano, sindaco di Trepuzzi, Luigi Calò, assessore provinciale, Anna Caputo, presidente provinciale Arci, Giovanni Chirizzi, assessore politiche sociali del Comune di Trepuzzi, e Basaran Mustafà, della comunità kruda salentina. Dalle ore 20.00 presso il centro anziani di via Provenzale gli ospiti del progetto Refuge presenteranno dei piatti tipici eritrei mentre su corso Umberto I spazio alla musica degli Adria. giovedì 3 Dicembre – ore 18.00 Castello – Corigliano d’Otranto Il tempo dei cavalli ubriachi Dalle 18.00 presso le sale del Castello di Corigliano d’Otrano ancora una serata dedicata al popolo Kurdo. Una conferenza sul tema sarà preceduta dalla proiezione del film “Il tempo dei cavalli ubriachi” di Bahman Ghobadi. La durissima vita di tre fratelli in un villaggio al confine tra Kurdistan iraniano e Iraq. Per salvare il più giovane dei tre, affetto da una gravissima malattia, tutti si ingegnano per trovare il denaro necessario per una costosa operazione. A seguire Adria in concerto. giovedì 3 Gennaio – dalle 18.00 Palazzo della cultura – Galatina La galera pagata Il Forum delle donne native e migranti e l’associazione Naemi propongono un incontro sulla problematica delle badanti. L’iniziativa intende proporre un dibattito a più voci con l’apporto di testimonianze dirette delle donne interessate a questa problematica. Dalle 18.00, dopo un primo momento di confronto, ci sarà la presentazione del video “Voci di donne native e migranti” realizzato da Rossella Piccinno in collaborazione con NaeMi. A seguire la video intervista “La galera pagata”, testimonianza di una badante. Interverranno Luigi Calò, assessore alla Promozione dell’integrazione e della Cultura della pace della Provincia di Lecce, Serenella Molendini, Consigliera di parità della Provincia di Lecce, Maria Rosaria Panareo, Osservatorio provinciale sull’immigrazione, Antonella Mangia, presidente NaeMi. A seguire musica e cucina dal continente asiatico in collaborazione con l’associazione Indiani non residenti e Italia Tailandia Friends. venerdì 4 Gennaio – dalle 18.00 Castello – Corigliano d’Otranto Emilian Markov Dopo la positiva esperienza di questa estate torna a Corigliano d’Otranto il coreografo bulgaro Emilian Markov che proprorrà una rappresentazione di Danze del mondo. sabato 5 Gennaio Martano Trasmigrazioni Serata finale per il progetto “Trasmigrazioni” nasce dall’esigenza di favorire il dialogo fra le diverse culture presenti a Martano e nei comuni limitrofi. Per il nostro territorio il fenomeno dell’immigrazione è molto recente: dopo l’arrivo di uomini e donne albanesi all’inizio degli anni ’90 che interessò l’intero Salento, solo da tre-quattro anni Martano ospita cittadini stranieri. Si tratta di alcune decine di cittadini africani, soprattutto senegalesi, dediti prevalentemente al commercio, all’agricoltura e all’edilizia e di cittadine dell’europa dell’est, dedite prevalentemente all’attività di badanti e assistenti domiciliari. Sono presenti anche alcuni cittadini cinesi. I problemi materiali che affrontano i cittadini stranieri e che l’associazione Philos e la Parrocchia Maria Santissima del Rosario riscontrano nella loro attività di volontariato e di orientamento sociale sono legati specialmente alla condizione lavorativa e alloggiativa. Si evidenzia anche una difficoltà culturale, legata non tanto al grado di convivenza civile, quanto a una carenza di spazi fisici e di tempo nei quali siano messe a valore la conoscenza dell’altro e la ricchezza culturale di ogni popolo. Cogliendo l’opportunità che il Capodanno dei Popoli dà alle comunità immigrati di emergere dal quotidiano silenzio in cui spesso sono relegate, l’idea del progetto si compone di due momenti, legati fra loro e importanti sotto diversi punti di vista. Il primo momento di attività laboratoriale si rivolge alle nuove generazioni e vuole configurarsi come spazio in cui mettere a confronto le diverse origini culturali dei popoli e in cui far incontrare i giovani locali con i giovani immigrati e i diversi linguaggi dell’arte e della comunicazione. Il laboratorio avrà una durata di circa una settimana per circa 16-20 ore, sarà coordinato dal prof. Gianfranco Protopapa, esperto di teatro, recitazione e performances creative. Il risultato del laboratorio sarà uno spettacolo che metterà insieme la danza, la musica, l’arte figurativa e la letteratura. Il tema che sarà affrontato sarà quello della conoscenza dell’altro come strumento di crescita civile per tutti. Il laboratorio che si svolgerà a fine dicembre presso l’oratorio di Don Bosco a Martano, si configurerà come una realizzazione collettiva, sperimentale, di valore sociale e artistico. Il risultato del laboratorio sarà presentato nella serata di riflessione e di festa che si propone quale secondo momento del progetto. venerdì 11 gennaio – ore 18.00 Manifatture Knos – Lecce La festa come opportunità di incontro Le Manifatture Knos di Lecce ospitano un incontro con i rappresentanti delle tre religioni monoteiste. sabato 12 gennaio – ore 10.00 Palazzo dei celestini – Lecce Campo Panareo dall’emergenza alla convivenza sabato 12 Gennaio – dalle 20.00 Arci Zei – Lecce Popoli Negati: Progetto Il vagabondo + Concerto Rom

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