Inchiesta archiviata. Ma il “conflitto” resta

La decisione del gip

Archiviata l'inchiesta sul presunto conflitto di interessi a carico di Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce. Non si placano le polemiche. E tra i principali accusatori resta Raffaele Fitto, deputato di Forza Italia che sposta la questione sul piano etico

L’inchiesta è archiviata. Lo ha deciso Ercole D’Aprile, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Ma le polemiche non si placano. Forse perché si tratta di un “caso spinoso”. Ovvero: il presunto conflitto di interessi di cui Giovanni Pellegrino, secondo i suoi accusatori, Raffaele Fitto in primis, si sarebbe macchiato, permettendo che la sue cariche professionale e istituzionale collidessero su alcuni temi. Rifiuti, parchi, centri commerciali, gestione delle Terme di Santa Cesarea, elenca Fitto promettendo di abbassare la guardia e precisando come la questione da lui sollevata fosse di carattere etico più che giudiziario. “La decisione del gip di Lecce – ha infatti dichiarato il deputato di Forza Italia – non sposta di un millimetro i termini del problema che poniamo ormai da tempo. La nostra è sempre stata una denuncia politica, sulla inopportunità etica e morale di alcuni comportamenti del Pellegrino presidente e del Pellegrino avvocato”. Sollevato, Giovanni Pellegrino, dichiara “chiusa” la vicenda ed aggiunge: “Se del verdetto della magistratura anche altri avranno la prudenza di perdere atto, non avrò difficoltà a ritirare le querele che ho presentato”.

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