Centrali a biomasse. “Scoprite il bluff”

Il punto di vista dell’Aiel

Sulla utilità di realizzare una centrale a biomasse nel territorio di Casarano, la Confederazione italiana agricoltori ha chiesto il parere di Marino Berton, presidente dell’Associazione italiana energie agroforestali. Che non è proprio positivo

“Una centrale ad olio vegetale non è pericolosa, ma il relativo impatto ambientale è o”. Sulle centrali a biomasse, che la “Italgest” dovrebbe costruire a Casarano e a Lecce, interviene la sezione locale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) che rassicura i cittadini sulla presunta pericolosità dell’impianto, ma sembra smentire l’obiettivo primario del gruppo di Paride De Masi, ossia il rispetto del Protocollo di Kyoto e la riduzione dei gas serra. La Cia ha chiesto un parere sull’impianto di Casarano, senza tuttavia informarlo che le centrali nel Salento saranno due, a Marino Berton, presidente dell’Aiel (Associazione italiana energie agroforestali). “Per far funzionare un impianto a olio vegetale puro – spiega l’esperto della Cia – con una potenza di 25 MW, come quello di Casarano, usando oleaginose prodotte in Italia, sarebbero necessari tra i 60.000 e i 100.000 ha di girasole. La superficie dipende dalla produttività della zona – prosegue Berton –; nella pianura padana, per esempio, il girasole può produrre anche 30 quintali per ettaro, mentre nel centro Italia la produttività scende a 15-20 q/ha. Considerando, però, che il girasole deve essere coltivato in rotazione quadriennale, pena l’innesco di malattie molto serie per le coltivazioni, la superficie disponibile deve essere moltiplicata per tre”. Quindi, secondo la tesi di Berton, la nostra regione non dispone di una tale quantità di superfici di oleaginose. “Quindi, sicuramente questo impianto funzionerà a olio di palma che verrà importato dalla Malesia o dall’Indonesia. Sull’impatto ambientale abbiamo molti dubbi – conclude Berton – spesso i palmeti da olio sono ricavati dal disboscamento della foresta; poi l’impegno energetico per il trasporto via mare riduce la rinnovabilità dell’energia ai minimi termini”. Il presidente dell’Aiel, tuttavia, non ha dubbi sulla pericolosità dell’impianto. “Non si tratta di problemi di fumi inquinanti – spiega – i moderni impianti hanno livelli di tecnologia che riducono di molto le emissioni. La vera questione è, come ho detto, se si tratta di un impianto che valorizza le risorse locali o meno”. Intanto, il responsabile cittadino della Cia, Rocco Greco, che è anche consigliere comunale del Pd, invita il sindaco, Remigio Venuti, “a smascherare il bluff sulla centrale a biomasse”. L’esponente della maggioranza, dopo aver rinnovato la richiesta di promuovere un incontro pubblico per informare i cittadini, rivela di aver visionato il progetto presentato dalla Italgest. “Sono solo delle tavole tecniche – afferma Greco – che non spiegano a e senza specificare la ricaduta sul territorio. Noi siamo favorevoli all’energia alternativa – conclude – ma solo se c’è una ricaduta positiva sul territorio”.

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