Il telefono, la tua croce

Consumatori vessati dalle compagnie telefoniche. Associazioni che cercano di fare chiarezza e dare supporto. Il caso di una bolletta da 21mila euro

Quando l’utente contesta un addebito e non lo paga, l’azienda telefonica gli pone alle calcagna una società di recupero crediti. La minaccia della messa in mora lo spinge a pagare. Ma le minacce sono, nella gran parte dei casi, prive di un reale pericolo. Capiamo il perché

Tanti, troppi, utenti della telefonia fissa o mobile lamentano soprusi subìti dalle aziende telefoniche. Solo nella Provincia di Lecce, nell’anno in corso, le richieste di aiuto rivolte alle associazioni dei consumatori sono centinaia. Le contestazioni avvengono per i motivi più vari. Ne citiamo solo alcuni: telemarketing effettuato con telefonate indesiderate, numerazioni sovrapprezzo 899 e 892 causate da dialer attraverso internet, bollette gonfiate per telefonate mai effettuate, servizi telefonici illegittimamente sospesi dalle aziende agli utenti che protestano contro gli illeciti, offerte commerciali ingannevoli. // L’utente telefonico, un consumatore svantaggiato Telecom Italia, Tim, H3G, Wind, Infostrada, Tiscali, Fastweb, Tele2, Vodafone, e molte altre aziende telefoniche, perpetrano una sistematica attività di violazione dei più elementari diritti del consumatore. Il danno economico per l’utente è, nella gran parte dei casi, di poche decine di euro. Tuttavia, se si considera che il problema tocca un numero enorme di utenti, è facile comprendere come le aziende responsabili ottengano profitti illegittimi di milioni di euro. Non esiste un censimento degli utenti danneggiati. L’associazione dei consumatori ADOC ha in corso un monitoraggio del fenomeno. Il motivo per cui la strategia di aggressione verso la generalità degli utenti, operata dalle aziende telefoniche, sia disposta su così larga scala, è spiegato da una serie di ostacoli che la legge e le istituzioni pongono alla tutela dei diritti di questa categoria di consumatori. L’utente telefonico salentino che vuole tutelare il proprio diritto, non può recarsi dinanzi al Giudice di Pace più vicino a casa propria, ma è costretto a recarsi davanti ad un organo amministrativo chiamato CORECOM, che ha sede a Bari, a circa 200 km distanza, affinché venga fatto il cosiddetto “tentativo obbligatorio di conciliazione”. Un ostacolo normativo previsto solo per la categoria degli utenti telefonici. L’utente è costretto a pagare i costi di un lungo viaggio, cui si aggiungerà il costo della assistenza legale, non obbligatoria dinanzi al CORECOM, ma di fatto resa necessaria, poiché l’avversario è una azienda telefonica che si avvale di avvocati preparati e ben remunerati. Bisognerebbe istituire un CORECOM anche a Lecce, affinché i costi sopportati dal consumatore salentino per tutelarsi diventino insignificanti. In generale, l’utente telefonico preferisce pagare la bolletta gonfiata di poche decine di euro. Tuttavia, l’utente, può superare le barriere economiche ed il problema delle distanze, rivolgendosi ad una associazione dei consumatori. Le associazioni hanno, spesso, sedi territoriali e legali, in grado di informare l’utente sui propri diritti, nonché una rete legali per la tutela dinanzi al CORECOM ed alla Autorità giudiziaria. (continua in edicola sul Tacco d'Italia di novembre)

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!