Koreja. A Barcellona con i sapori salentini

Il pasto della tarantola

Mùscari, scapèce, pomodori secchi sott’olio, africano e Negroamaro. Sono questi i sapori del Salento che la compagnia teatrale Koreja porterà in Spagna

La compagnia teatrale Koreja approda a Manresa-Barcellona. La trasferta dei cantieri salentini rientra nell’ambito del progetto “Salento scena mediterranea” promosso da Italgest, Regione Puglia, Assessorato al Turismo e Industria alberghiera, e si terrò venerdì 2 e sabato 3 novembre 2007 (Mediterrània, Fira d'espectacles d'arrel tradicional). Giunta alla decima edizione, la fiera Mediterranea che si svolgerà dall’1 al 4 novembre è una vetrina per le nuove creazioni artistiche ispirate alla tradizione catalana e alle culture e terreni comuni ai paesi delle sponde del mediterraneo con l’obiettivo principale di incentivare e promuovere l’attività degli operatori Sono più di 500, infatti, gli operatori che partecipano ogni anno all’evento attirati dal programma insolito e circa 100 gli spettacoli artistici che si avvicenderanno nelle quattro giornate fra musica, teatro e spettacoli di danza, stage e performance di strada, spettacoli per adulti e famiglie. A far gustare a pieno la ricchezza e il sapore dei prodotti tradizionali salentini venerdì 2 e sabato 3 novembre 2007, a compagnia Koreja sarà in scena con “Il pasto della tarantola”, spettacolo costituito da una serie di postazioni per una degustazione individuale guidata. Le attrici-cameriere accompagneranno lo spettatore-avventore alla scoperta dei sapori tipici salentini. I prodotti alimentari tipici rispecchiano e testimoniano la cultura (non solo materiale) da cui sono nati. Vengono proposti alla degustazione cinque prodotti tipici del Salento (mùscari, scapèce, pomodori secchi sott’olio, africano e negroamaro). Chi non coglie lo stretto collegamento fra i sapori di tali prodotti e la terra generosa che li produce? L’amarognola stratificazione del lampascione, il forte e robusto sapore della scapece, la dolce acidità del pomodoro, l’armoniosa vigoria del negroamaro danno un tocco originale alla cucina salentina. Emerge la luce riverberante del Salento, la pietra tenera degli edifici barocchi, la condizione geografica della penisola salentina di vero fondo dell’Italia, come dice Piovene, e il pellegrinaggio delle tarantolate, morse dal ragno soprattutto d’estate quando le donne erano più impegnate nel lavoro dei campi. Insomma cultura e colture, saperi e sapori uniti da un unico respiro che alimenta il miracolo di un territorio, il Salento, ricco di tradizione e di futuro.

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