A scuola “Da cuore a cuore”

Gioventù Francescana in visita all’istituto “Pietro Siciliani” di Lecce

Gioventù Francescana è andata in visita all’Istituto “Pietro Siciliani” di Lecce nei giorni 22 e 23 ottobre scorsi. L’iniziativa, intitolata “I giovani tra disagio e ricerca di senso”, ha coinvolto studentesse e studenti del triennio di via Leuca e di via Marco Biagi

di Paolo Palomba Si è svolta nei giorni 22 e 23 ottobre scorsi la visita di Gioventù Francescana all’Istituto “Pietro Siciliani” di Lecce. L’iniziativa, intitolata “I giovani tra disagio e ricerca di senso”, ha coinvolto studentesse e studenti del triennio di via Leuca e di via Marco Biagi, coordinati dai docenti dei tre indirizzi di studio (Pedagogico-sociale, Linguistico, Scienze sociali). “Attraverso l’uso del linguaggio giovanile – rileva Carlo Nestola, dirigente scolastico – sono state approfondite, all’insegna del pluralismo dialogico, le tematiche complesse del disagio adolescenziale, della famiglia e dell’affettività, nel rapporto con i valori inclusivi, sedimentati nella cultura locale, nazionale ed europea”. L’intervento, rientrante nella missione popolare “Da Cuore a Cuore”, è stato promosso dalla parrocchia “Sacro Cuore” di Lecce, col contestuale contributo dei Frati Minori del Salento e di Gioventù Francescana, quale movimento di animatori laici dell’omonimo ordine impegnati territorialmente in attività di formazione e volontariato. Il leitmotiv del confronto ha preso le mosse dal repertorio musicale di Vasco Rossi, per ampliare, in forma attiva e significativa, gli ambiti di riflessione. Dall’interazione dei codici, peraltro, è scaturito un dibattito a misura di apprendente, connotato da contributi critici, calibrati sulle dinamiche del rapporto tra momenti di ascolto e fasi di giudizio.“Non abbiamo parlato di cose lontane da noi – rivela Sara, studentessa del liceo linguistico (IV C) – ma della nostra realtà, di come ci sentiamo, di quello che proviamo e di quanto possa essere difficile vivere in un mondo stracolmo di valori sbagliati e legati al consumismo. I frati si sono dimostrati persone molto disponibili e fonti di sapere non solo dottrinale; ci sono cose, infatti, che a volte i libri non possono insegnare, ma le persone che ci stanno accanto sì”. L’evento, nel prevedere un approccio laico allo stile di vita di Francesco d’Assisi, ha garantito forme di dialettica consapevole e democratica tra molteplici opzioni culturali, nel rispetto delle diversità, in vista di una ricerca valoriale protesa alla scoperta continua del senso della vita.

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