Regione: ok al Polo tecnologico di Casarano

Approvato lo schema di convenzione della cabina di regia

Sarà una struttura a stretto contatto con le imprese e destinata a svolgere funzioni di indagini ed analisi delle tecnologie, analisi di mercato, audit, studi di fattibilità, organizzazione di workshop e altri servizi. Nascerà nei locali del “Cisi Puglia” nella zona industriale di Casarano

La Regione Puglia ha annunciato il via libera al finanziamento del Polo Tecnologico di Casarano. L’atto amministrativo che approva lo schema di convenzione ed il relativo investimento del progetto, uno dei più qualificanti del Pit 9, è stato deliberato dalla giunta regionale il 25 settembre scorso (delibera n. 1509), ma soltanto l’altro ieri la notizia è stata ufficializzata durante l’incontro del Partenariato socio-economico del Pit9, che si è svolto a Palazzo dei Domenicani. Il Polo Tecnologico, che avrà sede nell’area industriale di Casarano nei locali del “Cisi Puglia”, sarà una struttura a stretto contatto con le imprese e destinata a svolgere funzioni di indagini ed analisi delle tecnologie, analisi di mercato, audit, studi di fattibilità, organizzazione di workshop e diversi altri servizi. Opportunamente attrezzata e dotata tecnologicamente, la struttura (ribattezzata “Knowledge Management agency Casarano”, adottando l’acronimo “KMaC”) permetterà, a regime, di intercettare e soddisfare la domanda di innovazione delle imprese manifatturiere presenti sul territorio, in forza di una precisa consapevolezza dei punti di forza e debolezza delle stesse. “La costituzione del Polo tecnologico è un processo che ha visto coinvolto il partenariato sin dal primo momento – ha affermato il sindaco di Casarano, Remigio Venuti, durante l’incontro – e oggi, dopo l’approvazione definitiva da parte della Regione, siamo in grado di dettagliare fase per fase la realizzazione. Quel che va evidenziato – ha proseguito – è la finalità ultima dell’azione, volta ad accrescere nelle imprese la capacità di assorbimento tecnologico e la voglia di cooperazione, individuati come i limiti decisivi per una efficace azione di trasferimento tecnologico in grado di ricollocare complessivamente il territorio”. “Le pmi, che rappresentano l’ossatura dei sistemi produttivi locali – ha invece sottolineato il project manager Pino Riccardi – sono sotto pressione soprattutto perché non è più sufficiente saper produrre, ma piuttosto è decisivo conoscere cosa, come, dove e quando produrre. L’indubbia capacità di gestire la produzione, che ha consentito a migliaia di imprenditori l’affermazione anche sui mercati internazionali, ora è il vero limite di quelle imprese: non è possibile affrontare e gestire l’immateriale nello stesso modo in cui si affrontavano i problemi del ciclo produttivo”. All’incontro hanno partecipato pure il sindaco di Taurisano, Luigi Guidano; Franco Fasano, preside dell’Ipsia “Bottazzi”; Saverio Macchia, consulente Confartigianato; Giorgio Cotardo, segreteria provinciale Cgil; Vincenzo Malignano, sub commissario del Comnune di Gallipoli; Giorgio Toma, assessore comunale di Matino; Marcello De Giorgi, direttore Cna Lecce; Silvano Macculi, sindaco di Botruno.

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