Un sopralluogo alle Cesine

L'iniziativa di Pellegrino

Per verificare lo stato in cui verte l'oasi naturalistica delle Cesine, Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce, ha disposto un sopralluogo nell'area

Un sopralluogo nell’area naturale ‘Le Cesine’ è stata disposta da Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce, per accertare lo stato dei luoghi e verificarne il degrado ambientale in atto. Incaricati di compiere il sopralluogo sono Giovanni Refolo, dirigente del Settore Territorio e Ambiente, ed Elio Perrone, comandante della Polizia Provinciale. Riportiamo di seguito la lettera con la quale Pellegrino ha dato mandato di verificare di persona lo stato dei fatti. Mi sono giunte notizie su una situazione di grave e crescente degrado ambientale verificatosi nell’area naturale protetta in oggetto con particolare riferimento agli specchi d’acqua, alla vegetazione palustre che li circonda, alle aree umide poste ai margini delle zone boschive. Pur non trattandosi di un’area naturale protetta regionale, ma, a quanto rammento, di una zona umida di interesse europeo vincolata in applicazione della convenzione di Ramsar, ritengo che questa Provincia non possa restare indifferente a un degrado ambientale, che, se accertato, riguarderebbe il principale topos naturalistico esistente nel territorio provinciale. Ad una mia osservazione a distanza l’area meridionale della zona (località Termolito), un tempo sito elettivo di sosta per anatidi, rallidi, scolopacidi e uccelli di ripa, si è rivelata allo stato quasi totalmente invasa da sterpaglie e rovi. Dalle informazioni ricevute risulterebbe un progressivo prosciugamento degli specchi d’acqua interni all’area boschiva e vasti fenomeni di essiccazione della vegetazione palustre agli stessi circostante. Riterrei, quindi, opportuno un sopralluogo da parte di agenti della Polizia Provinciale eventualmente assistiti dai tecnici del Settore, che accerti lo stato dei luoghi e lo descriva in una relazione corredata anche da materiale fotografico. Se gli esiti del sopralluogo dessero conferma dello stato di degrado, ne riferirei al Ministero dell’Ambiente e al competente assessore regionale. Non escluderei neppure uno studio da parte di questa Provincia che individui le cause del degrado e preveda possibili interventi di ricostituzione ambientale da proporre ai livelli amministrativi competenti. In attesa di riscontro porgo distinti saluti. Giovanni Pellegrino

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