“Radion”, la cura dei tumori e Saverio Congedo

Chi sfrutta la sindrome di Nimby

Sporchi giochi della politica, che dice di difendere i cittadini proprio mentre li strumentalizza. In tutto questo un ruolo cruciale è svolto dall’informazione da una parte e dalla comunicazione dall’altra: maggiore deontologia da parte dei giornalisti nel non prestarsi al sensazionalismo voluto dai politici, maggiore attenzione da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nell’informare i cittadini delle proprie scelte, per condividerne valori ed obiettivi

Un uso morigerato, sobrio, etico dei mass media da parte dei politici è stato invocato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dell’attrazione fatale (e letale) tra politica e mondo della comunicazione e dei postumi che i cittadini devono smaltire (e subire) dopo che il gioco amoroso è stato consumato, ne abbiamo avuto riprova in alcuni piccoli episodi di non-notizie, ovvero comunicati stampa dove non si rende noto un fatto ma l’opinione di tizio e caio su una vicenda (e proliferano uffici stampa, conferenze stampa, comunicati stampa di politici, con cui si saturano le redazioni). I comunicati, partiti da esponenti di Forza Italia e An, sono destinati ad alimentare il circo mediatico fatto di botte e risposte su giornali e tv di politici che si parlano per interposto giornalista. Il caso più eclatante: esiste un consorzio, “Radion”, recentemente insediatosi a Casarano su spinta dei finanziamenti del Pit9, che a breve potrà installare nella zona industriale della città, un ciclotrone, di una tipologia tra le più innovative al mondo, con il quale si produrranno “radiofarmaci”, sostanze in grado di individuare in maniera puntuale un tumore e di accertare l’incisività di un trattamento in maniera preventiva: prima di intraprendere la chemioterapia possono dirci se funzionerà e come. Sono farmaci utilizzati per la “Pet”, una sorta di Tac ancora più avanzata e capace di dare diagnosi con ancor più bassi margini di errore. Il bello viene proprio ora: in Puglia fino a poco tempo fa non esisteva la Pet. Al policlinico di Bari ce ne è una mobile, a nolo, per la quale la Regione sborsa dieci milioni l’anno. A breve ce ne sarà una a San Giovanni Rotondo e, grazie a Radion, una a Lecce. Perché per poter sperimentare i farmaci prodotti, il consorzio Radion doterà l’ospedale Vito Fazzi di Lecce di un’apparecchiatura Pet, al servizio dei centinaia di malati di tumore che ogni anno, fino ad oggi, dovevano fare viaggi della speranza al Nord per un esame di questo tipo, visto che il Salento è uno dei territori con la più alta incidenza di tumori in Italia. Per non parlare di nuovi posti di lavoro qualificati, giovani ingegneri e chimici che lavoreranno nel basso Salento: un contributo per arginare la fuga di cervelli e un segnale importante di un riposizionamento verso l’alto dell’economia, possibile quando la pubblica amministrazione è capace di pianificare, in maniera concertata, strumenti che attraggano investimenti. Ma tutto questo non è stato sufficiente per evitare uscite demagogiche da parte di Forza Italia, la cui polemica si inserisce sulla scia delle contestazioni meramente politiche in seno al Pit9 (svuotandosi dunque di credibilità, nel merito delle questioni) più che in una costruttiva opposizione negli interessi dei cittadini. Proprio in nome degli interessi dei cittadini, di cui tutti si ergono a paladini, sono state condotte campagne contro lo stesso insediamento di “Radion” a Sannicola (spostatosi poi a Casarano), dove sorgerà una centrale per la produzione di energia da oli vegetali e dove speriamo non si faccia lo stesso errore due volte. Sempre da parte di Forza Italia, polemiche per l’insediamento per la produzione di energia da biomasse a Collepasso, con l’effetto che l’azienda ha rinunciato all’investimento; polemiche anche a Lecce da parte di An, dove Saverio Congedo si fa interprete delle preoccupazioni dei cittadini per la costruzione di una centrale da 25 megawatt alimentata da biomasse liquide. I suoi “te li mando a dire” tramite i giornali però, si inseriscono, né più né meno della strategia di Forza Italia e Fitto (Antonio e Raffaele) a Casarano, in un gioco di forza per lo spostamento degli equilibri e delle poltrone: Congedo e la sua lista “La città” è rimasto digiuno di un assessorato e spera di rifarsi, mettendo sotto scacco Perrone su vicende che coinvolgono emotivamente l’opinione pubblica, per ottenere altro. Gli imprenditori in questo sono tra l’incudine e il martello, sotto il giogo di possibili ricatti, soprattutto quando manca “solo una firma”, perché è difficile contrastare la sindrome di Nimby, acronimo di not in my back yard, non nel mio giardino. E’ la sindrome di chi si oppone all’insediamento territoriale di impianti e infrastrutture. Che si facciano, sì, ma altrove, “non nel mio giardino”. Un fenomeno che ha assunto proporzioni vastissime in tutto il mondo e che si alimenta con la disinformazione, scavando nelle paure più profonde delle persone. Sporchi giochi della politica, che dice di difendere i cittadini proprio mentre li strumentalizza. In tutto questo un ruolo cruciale è svolto dall’informazione da una parte e dalla comunicazione dall’altra: maggiore deontologia da parte dei giornalisti nel non prestarsi al sensazionalismo voluto dai politici, maggiore attenzione da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nell’informare i cittadini delle proprie scelte, per condividerne valori ed obiettivi (tornando nel basso Salento, sorvoliamo sull’infelice nome, “Radion”, presagio di nefasti scenari da “The day after”, che mette in ombra, completamente, la bontà dell’iniziativa. Ma perché farsi del male? Ah, gli errori di comunicazione…). Altrimenti, nell’era del Vaffa-pensiero, il bisogno degli elettori di riappropriarsi dei meccanismi elettorali e delle scelte amministrative, sarà ancora una volta captato dagli scaltri interpreti della politica, esperti comunicatori, per trasformarsi in formule di taglio pubblicitario, che mentre enfatizzano all’ennesima potenza i bisogni, ancora una volta li svuotano di sostanza trasformandoli in slogan. Dando ai giornalisti ottimi titoli da strillare, il gioco è fatto. Ancora una volta l’amplesso tra politica e informazione è consumato e nel letto sfatto ci rimangono gli elettori.

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