Magnifica scommessa

Elezioni al vetriolo

Studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo tranciano l’identikit del nuovo rettore. A cui sottopongono poche priorità chiedendo trasparenza e rinnovamento totali

servizio di Flavia Serravezza (introduzione a cura di Maria Luisa Mastrogiovanni) Non è passato molto tempo dall’ultima inchiesta del Tacco sull’Università del Salento. Nel numero 25 (maggio 2006), in “Atenei in guerra” analizzavamo le mosse e contromosse della strategia espansionistica dell’Università di Lecce su Brindisi e Taranto, in competizione con Bari. Con numeri e dati (anche di bilancio) alla mano, dimostravamo come la proliferazione dei corsi di laurea e delle facoltà, allargasse l’offerta formativa ma non necessariamente coincidesse con l’impennarsi della sua qualità: corsi per pochi intimi, strutture spoglie, servizi inesistenti. Inoltre l’amara considerazione che ne veniva fuori era che, in tali condizioni, istituire nuovi corsi o Facoltà, fosse un metodo utile più a consolidare le posizioni dei “baronati”, nelle loro perpetue mosse e contromosse di pedine (tu dai una cattedra a me io do tre ricercatori a te) che ad allargare gli orizzonti conoscitivi degli studenti. Da allora i problemi per l’Università che nel frattempo ha cambiato nome (Università del Salento) sono solo aumentati, soprattutto in seguito all’inchiesta giudiziaria che ha portato alle dimissioni del già rettore Oronzo Limone. Conseguenza dell’inchiesta e delle dimissioni di Limone, l’elezione del nuovo rettore, il primo della neobattezzata Università del Salento. E’ già partito dunque il toto-candidature per eleggere il nuovo Magnifico. Dopo il “passo indietro” di Ernesto Sticchi Damiani, presidente del corso di laurea in Giurisprudenza, Vincenzo Zara, presidente di Biologia, e in extremis, anche di Stefano Adamo, preside di Economia, (quest’ultimo indignato dalle mosse basse infertegli dallo sfidante Laforgia attraverso il suo forum), ad oggi, per certo, daranno l’assalto alla poltrona più alta dell’ateneo il preside di Ingegneria Domenico Laforgia (in tandem con Carmelo Pasimeni, candidato prorettore), Marcello Strazzeri, preside di Scienze sociali, politiche e del territorio, e Alfredo Castellano, docente di Fisica. L’Università che sarà consegnata nelle mani del neo rettore sarà un’Università in crisi: crisi finanziaria, crisi d’immagine, crisi “produttiva”. Sono previsti tagli pesanti, perché mancano circa 4 milioni di euro per chiudere in pareggio il bilancio di previsione 2008; l’immagine del rettore come riferimento non solo per la didattica ma come faro morale per la sua “alterità” derivante dall’essere uomo di cultura, è crollata rovinosamente; crolla la qualità del “prodotto” offerto, ovvero il titolo di studio, che non ha come primo effetto conseguente al suo ottenimento, il posto di lavoro. A testimoniare la crisi dell’Università leccese sono gli stessi docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo chiamati a votare nelle elezioni straordinarie del 22, 23 e 24 ottobre. Apparentemente c’è voglia di rinnovamento. Vero è però che a ben guardare, i due candidati maggiormente papabili, Strazzeri e Laforgia, non si discostano poi troppo dall’area di influenza di Limone, ché il primo ha tenuto a battesimo la nascita della costola brindisina dell’Università del Salento sotto mandato di Limone e del Senato accademico, il secondo ha consolidato la sua posizione in ambiente umanistico proprio fianco a fianco di Limone, quando quest’ultimo ideò e realizzò il progetto “Orientamento”, chiamando a dirigere la Scuola d’italiano per stranieri, fiore all’occhiello del progetto, la moglie di Laforgia. A titolo di cronaca, poi, ci risulta che le indagini su Laforgia, riguardo ad una vicenda legata al distorto utilizzo dei finanziamenti “Pia – innovazione” siano ancora aperte. Ad oggi, dunque, Laforgia risulta indagato né più né meno di Limone. Ma se Limone, per il fatto di essere oggetto di indagine da parte della magistratura, ha ritenuto di dimettersi, per permettere all’Università di ripartire con più slancio, Laforgia, toccato dal medesimo provvedimento giudiziario, non ha valutato l’ipotesi di rimanere in ombra. E anzi lancia strali al vetriolo dal suo forum all’indirizzo dei contendenti (Adamo in primis). Ad oggi i giochi sono tutt’altro che chiusi e con docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo abbiamo cercato di capire quali siano le qualità irrinunciabili per il nuovo Magnifico, quale Università erediterà, quali le priorità da risolvere e i nodi da sciogliere. A occhio e croce il futuro rettore avrà non poche gatte da pelare e pochi strumenti per farlo. Finanziare la ricerca e spingere per la qualità dell’offerta formativa o espansione territoriale e proliferazione di corsi: questo bivio dovrà prima o poi essere affrontato. Il futuro dell’Università del Salento è tutta una scommessa. (il servizio di Flavia Serravezza continua sul Tacco d'Italia di ottobre attualmente in edicola)

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