Casarano. Lo stadio resta alla Virtus

La sentenza del Tribunale

“Sull’uso dello stadio comunale ha ragione l’amministrazione civica: resterà esclusivo della società del patron Paride De Masi”. Lo ha stabilito Gabriele Postano, giudice del Tribunale di Lecce, sezione di Casarano. La decisione è stata presa giovedì ma resa nota solo ieri

Lo stadio comunale “Capozza” di Casarano rimane di uso esclusivo della società calcistica “Virtus Casarano”. Gabriele Postano, giudice del Tribunale di Lecce, sezione staccata di Casarano, ha rigettato il ricorso della società calcistica “Asd Casarano” che chiedeva il reintegro nella detenzione e possesso del campo sportivo. La sentenza del giudice Positano, definita giovedì scorso ma resa nota soltanto ieri, ha inoltre condannato la società di Fulvio Alfarano al pagamento delle spese processuali. Non ancora note le motivazioni che hanno determinato la decisone. La società, rappresentata dall’avvocato Attilio Nassisi, aveva proposto ricorso contro il provvedimento dell’amministrazione comunale di diniego del a osta all’utilizzo dell’impianto. Con il provvedimento pronunciato dopo l’udienza dello scorso giovedì si pone fine, almeno per ora, ad una questione annosa che ha visto Alfarano, sino al 2006 presidente dell’unica squadra di calcio cittadina, reclamare l’utilizzo dello stadio insieme ad un sostanzioso risarcimento. Con un provvedimento ad hoc, all’inizio della nuova stagione agonistica 2006-07, l’amministrazione comunale negò l’utilizzo della stadio ad Alfarano il quale, nel frattempo, aveva dirottato la sua società a Racale, senza neppure portare a compimento il torneo di Eccellenza (con la rinuncia alla disputa dei play-out), condannando l’Asd Casarano alla retrocessione. La stagione seguente, Palazzo dei Domenicani ritenne di concedere l’uso del “Capozza” alla “Virtus Casarano” del patron Paride De Masi e del gruppo Italgest, che intanto aveva rilevato i diritti sportivi di una squadra di Maglie riportando il calcio a Casarano. Nel frattempo, però, pur continuando a svolgere la propria attività a Racale, Alfarano non si era dimenticato della sua città e soprattutto del suo stadio. La richiesta di reintegro è stata, però, appena rigettata e la questione sembra poter andare in archivio insieme alla sostanziosa richiesta di risarcimento, “per gravi danni, anche di immagine, quantificata da Alfarano in mezzo milione di euro. Lo stesso ex presidente del Casarano è stato, tra l’altro, condannato al pagamento delle spese processuali a conferma che per il Tribunale la sua richiesta è da ritenersi del tutto infondata. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, si può anticipare che il giudice ha accolto in pieno la tesi difensiva sostenuta dal legale nominato dal Comune, l’avvocato Ruggero De Matteis, per il quale l’azione era priva di fondamento.

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