Casaranesi in attesa di condono. Da 22 anni

Il caso sollevato da Rocco Greco Greco, consigliere Ds

Tempi biblici per un condono. A vent’anni dal termine di presentazione delle domande per la sanatoria degli abusi edilizi (30 giugno 1987), si scopre che l’amministrazione comunale di Casarano non ha ancora concluso il relativo percorso burocratico

“Caro cittadino, poiché la pratica di condono edilizio presentata nel 1986 non è ancora definita, la preghiamo di presentare la documentazione mancante”. Recita sostanzialmente così, anche se in una forma più consona al caso, l’incredibile richiesta che, nei giorni scorsi, centinaia di cittadini casaranesi si sono visti recapitare dall’ufficio tecnico di Palazzo dei Domenicani. A vent’anni esatti dal termine di presentazione delle domande per la sanatoria degli abusi edilizi (30/6/87), ai sensi della legge n. 47 del 28/2/85, si scopre che l’amministrazione comunale non ha ancora concluso il relativo percorso burocratico. “Inconcepibile per un ente pubblico che suole definirsi efficiente”, ha commentato Rocco Greco (Ds), il consigliere comunale che ha sollevato il caso. E’ il caso di dire “tempi biblici” per ottenere dal Comune di Casarano il rilascio della concessione edilizia in sanatoria. E non parliamo del condono del 2004 o del 1994, ma addirittura quello di 22 anni fa quando ancora il mondo era diviso in due blocchi e il muro di Berlino era ancora in piedi. La richiesta del settore “Assetto del Territorio-Urbanistica-Edilizia-Trasporti” fatta agli interessati riguarda l’integrazione della documentazione mancante, nonché il pagamento del conguaglio dell’oblazione e degli oneri concessori dovuti, relativa alle pratiche per sanare le costruzioni edificate senza permesso. L’ufficio tecnico ha precisato che in caso di mancato adempimento l’immobile oggetto dell’abuso è esposto all’attivazione delle procedure sanzionatorie previste dalla legge. “C’è un tecnico incaricato per il disbrigo di queste pratiche di condono – rivela il consigliere Greco – e mi chiedo, in tutto questo tempo, che cosa ha fatto. Non si capisce perché il Comune ha pagato questo professionista per ottenere a. Sono trascorsi 20 anni e non si è riusciti a sistemare la situazione, con grave danno finanziario per l’amministrazione comunale e danno anche per i richiedenti che, a distanza di tanto tempo, non hanno ancora la concessione edilizia. La verità è che questa amministrazione comunale – continua l’esponente diessino – non ha voluto o non è stata in grado di rompere il cordone ombelicale con la vecchia politica democristiana, continuando nella devastazione del territorio. L’altro problema è l’inefficienza dello specifico settore comunale. Il suo dirigente – accusa Greco – in questi anni ha preso fior di quattrini come premio di produzione per l’efficienza e la capacità, nonostante ci fossero centinaia di pratiche ferme da vent’anni. Nell’ufficio tecnico, purtoppo – conclude il consigliere – c’è tanta gente che non produce”.

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