Pastore morto. Forse per debiti

Un passo in avanti nelle indagini sulla scomparsa di Zuccalà

Proseguono a ritmo serrato le indagini sull’omicidio del pastore di Galatone. Gli inquirenti pensano che avesse contratto un debito e che per questa causa sia stato giustiziato. Ma restano da stabilire ancora molti dettagli

Tutta colpa di un debito. Luigi Zuccalà, il pastore di Galatone trovato morto nella mattinata di domenica presso masseria Mascella, nella campagne di San Pietro in Lama, sulla strada che da San Donato conduce a Copertino, forse è stato accoltellato a causa dei soldi: tre colpi inferti con un oggetto tagliente l’hanno fatto morire dissanguato. E’ la pista più accreditata che stanno battendo i carabinieri della Compagnia di Lecce guidati dal capitano Luigi Imperatore, il maresciallo Giovanni Gabriele, comandante della stazione dei carabinieri di San Pietro in Lama, e il sostituto procuratore Giovanni De Palma. Ancora non si conosce chi fosse il creditore dell’uomo. Le indagini scavano negli ambienti lavorativi. Né si sa a quanto questo ammontasse o come fosse stato contratto. Una decina di persone sono interrogate nelle ultime ore; le ricerche si concentrano attorno all’Alfa Romeo rossa abbandonata nelle vicinanze del luogo dell’omicidio. Intanto, ieri mattina, gli investigatori si sono recati nuovamente sul luogo del delitto alla ricerca dell’arma, forse un coltello, impugnata dall’assassino.

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