“S. Oronzo ritorni ai leccesi”

L’intervento di Loredana Capone

Secondo Loredana Capone, candidata nella lista dell’Ulivo (per Antonio Rotundo) alle Amministrative di Lecce, l’attuale amministrazione comunale non ha dato il giusto risalto alla festa di S. Oronzo. Il santuario, dice, è stato abbandonato e la viabilità non curata

di Loredana Capone* La festa di Sant’Oronzo deve tornare ad essere la festa dei leccesi, la festa delle tradizioni della nostra città. Priorità assoluta è l’attenzione al santuario di Sant’Oronzo fuori le mura, situato sulla strada che conduce alla marina di Torre Chianca. Un santuario che ha sempre rappresentato il simbolo della dedizione dei leccesi al santo che, oggi, non riceve l’attenzione che merita soprattutto nell’attuale sistema di viabilità. Al santuario di Sant’Oronzo fuori le mura non si accede agevolmente. Dopo svincoli assai pericolosi dalla tangenziale, nessuna indicazione segnala l’uscita per il luogo sacro, sicché esso resta tagliato fuori dal percorso della maggior parte dei cittadini. L’accesso al santuario deve, quindi, essere reso agevole e l’amministrazione comunale dovrebbe, così, garantire anche il rispetto per i devoti. Ma non solo. Le celebrazioni in onore di sant’Oronzo dovrebbero riscoprire il gusto delle antiche tradizioni. Perché non riportare in piazza il mercatino degli antichi sapori e degli antichi mestieri. La festa dovrebbe essere l’occasione per far conoscere ai turisti, che soprattutto ad agosto affollano il capoluogo salentino, la cultura della nostra terra che non è solo arte, ma anche enogastronomia. Un mercatino caratteristico che prenda il suo legittimo posto accanto alle tradizionali bancarelle. Oggi, invece, sembra che l’amministrazione comunale abbia dimenticato le antiche origini della festa. I fondi per le luminarie, ad esempio, scarseggiano e la questua porta a porta non basta. Ma anche se le risorse ci fossero, dove si potrebbero innalzare i pennoni per le luci colorate, visto che i marciapiedi e le strade della città sono invase dai pali neri della metro di superficie e da un soffocante reticolato di fili? Se invece Lecce fosse dotata di un sistema di viabilità più adeguato alla sua pianta urbana, con le piste riservate alle biciclette, anche la festa del santo patrono ritroverebbe la sua bellezza che, in questi ultimi anni, è stata alquanto offuscata. *candidata dell'Ulivo per Antonio Rotundo alle Amministrative di Lecce

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