“Perrone è un bambino viziato”

Il centro moderato è il vero futuro della politica

Wojtek Pankiewicz, candidato sindaco di Lecce per il Centro moderato, cita Pablo Neruda e Aristole per descrivere la figura di Polo Perrone, che “lentamente muore”, politicamente parlando, perchè ripete ai cittadini le stesse vili menzogne

di Wojtek Pankiewicz* Una delle poesie più belle di Pablo Neruda si intitola “Lentamente muore”. La prima strofa dice: “Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi…”. Credo che ciò si possa applicare al candidato del centrodestra Paolo Perrone, il quale, elettoralmente parlando, lentamente muore, perchè un giorno sì e l'altro pure va ripetendo le stesse vili menzogne e, cioè, che il Centro Moderato sarebbe solo una lista di disturbo per favorire Rotundo, quando ormai tutti hanno ben compreso che il nostro progetto politico risponde a quella grande voglia di centro, oggi tanto diffusa in Italia e in Europa e andrà avanti, al di là dell'esito di questa consultazione amministrativa, per costruire il nuovo nella politica italiana, recuperandone i veri nobili valori. Diceva Aristotele “in medio stat virtus”. Così è anche in politica e i cittadini leccesi, di giorno in giorno, ci sono sempre più vicini. Perrone dimostra, dunque, ancora una volta, arroganza, mancanza di rispetto e immaturità. Egli, infatti, dal punto di vista politico, è solo un bambino viziato. Nella mia vita ho sempre lottato contro gli arroganti e i presuntuosi. Mi chiedo se tale personaggio possa ritenersi idoneo a ricoprire un ruolo così importante e delicato come essere sindaco della città di Lecce. Nutro sinceri dubbi in proposito, anche in considerazione del fatto che Perrone candidato già in partenza non aveva alcuna forza, credibilità e autorevolezza, essendo stato verticisticamente imposto dal trio Poli-Fitto-Ruggeri e posto sotto rigida tutela dell'eventuale futuro vicesindaco ed attuale sindaco Poli Bortone. A proposito poi della venuta a Lecce di Fassino e Vendola, devo dire che Lecce non è stata mai una città di sinistra e che se vincesse Rotundo, egli resterebbe prigioniero delle contraddizioni della sua coalizione, così come avviene per Prodi a Roma e per Vendola a Bari, paralizzati dai perenni litigi con la sinistra radicale. Allora mi sovviene la conclusione della citata poesia di Pablo Neruda: “Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”. Sarà quella che proveremo, se gli elettori leccesi vorranno scommettere su di noi, dando al Centro Moderato i voti per cambiare, per voltare pagina ed iniziare insieme a noi una vera e propria primavera politica leccese. *candidato sindaco di Lecce per il Centro moderato

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