Casarano. Il bilancio passa

Seduta “fotocopia” a quella di fine aprile

Con dodici voti a favore e quattro contrari il consiglio comunale di Casarano ha dato l’ok al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007 e al bilancio pluriennale 2007-2009. Ma non sono mancate critiche nella stessa maggioranza

Il consiglio comunale di Casarano ha approvato lo scorso venerdì, con dodici voti a favore e quattro contrari, il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007 e il bilancio pluriennale 2007-2009. Si tratta della manovra finanziaria più contestata degli ultimi anni, anche perché è l’atto che ha introdotto per la prima volta l’addizionale comunale dell’Irpef, una tassa che colpisce i redditi dei cittadini. Il quadro generale riassuntivo del bilancio 2007 prevede un pareggio, fra entrate e uscite, di oltre 28 milioni di euro, ma l’introduzione della nuova tassa comunale non ha potuto evitare un disavanzo di 1.487.500 euro, che si prevede verrà finanziato con quote di oneri di urbanizzazione. A favore della delibera hanno votato i rappresentanti della maggioranza di centro-sinistra (Margherita-Ds-Udeur); contrari i gruppi della Casa delle Libertà (Forza Italia-Alleanza nazionale-Udc) che hanno fortemente contestato l’atto; i tre rappresentanti delle liste civiche “Casarano Amica” e “Venti di Libertà” si sono astenuti. Assemblea cittadina quasi al completo: mancava solo Luigi Bartolomeo (Forza Italia), ma Sasà Stanca (Ds) è uscito un attimo prima della votazione in polemica con il presidente Paolo Zompì (Margherita). Lungo e vivace il dibattito sulla manovra finanziaria che, per lunghi tratti, si è rivelato una fotocopia della discussione del consiglio comunale di fine aprile, quando fu votata l’introduzione dell’addizionale Irpef. Giampiero Marrella (Forza Italia) ha sottolineato che l’autocritica dell’assessore al Bilancio, Gabriele Caputo (Margherita), sarebbe troppo tardiva. “Questa amministrazione comunale governa la città ininterrottamente da dieci anni – ha osservato il capogruppo forzista – e arrivare solo oggi a lanciare il mea culpa, mi sembra un po’ tardi”. Claudio Bastianutti (An) ha notato “la mancanza di progettualità”, mentre Francesco Ferrari (Udc) ha usato l’ironia per criticare le scelte dell’esecutivo cittadino. Di tono diverso gli interventi di Attilio De Marco (VdL), Francesco Capezza e Leda Schirinzi (Ca) che, pur non condividendo la manovra, hanno dato un’apertura di credito all’esecutivo. “Quando un’amministrazione riconosce i propri errori – ha sottolineato Capezza – significa che c’è una visione diversa e si vuole cambiare rotta, in favore di una più severa gestione finanziaria”. Pur votando a favore, anche nella maggioranza non sono mancate le censure su alcuni aspetti della manovra. Amedeo Sabato (Udeur), Zompì e Rocco Greco (Ds) hanno voluto rimarcare il loro distinguo su alcune scelte di Caputo. Interessante la tesi di Greco (un diessino) che, citando lo slogan berlusconiano “Meno Stato, più privato”, ritiene che l’amministrazione comunale non dovrebbe essere più gestore dei servizi, ma limitarsi solo al controllo.

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