“Ben venga la Poli badante”

La risposta di Perrone a Fassino

“Mi interessa assai poco quello che pensa la Sinistra disfattista, perché, a parte il programma elettorale di Antonio Rotundo, utopistico nella sua elencazione di argomenti tutti centralissimi, nessuno ha ancora sentito una proposta seria e concreta per la città”

Prima Rutelli, poi Blasi, ora Fassino: ecco a voi l’ultimo ritornello della Sinistra disfattista, Paolo Perrone sindaco in ombra, dopo i pali e l’Iskenia, argomenti che evidentemente hanno esaurito il loro appeal elettorale, perché la gente ha capito trattarsi di sterili cantilene tese a nascondere un pauroso vuoto di idee alternative per la città. Paolo Perrone sindaco con ombra polibortoniana: così il segretario nazionale dei Ds, cui è stata frettolosamente impartita lezione, evidentemente, su cosa dire a Lecce. Un mantra, Paolo Perrone sindaco in ombra: lo stesso concetto espresso da Rutelli e Blasi, più o meno. Per convincere prima se stessi prima di convincere gli altri. Ma io dico: ben venga la Poli badante di qua e di là, se riusciremo a fare per altri cinque anni quello che abbiamo fatto finora per Lecce, non solo in termini di arte e urbanistica, ma anche e soprattutto di crescita complessiva della città, è sotto gli occhi di tutti. Mi interessa infatti assai poco quello che pensa la Sinistra disfattista, perché, a parte il programma elettorale di Antonio Rotundo, utopistico nella sua elencazione di argomenti tutti centralissimi, nessuno ha ancora sentito una proposta seria e concreta per la città. I pali sono brutti? Va bene, ci dicano allora come intendono risolvere il problema dell’inquinamento: stiamo ancora aspettando di saperlo, a una settimana dal voto. Ce lo dicano Rutelli e Fassino, ce lo dica Antonio Rotundo, ce lo dica Carlo Salvemini, bravissimo a distruggere il lavoro altrui e basta: avete mai sentito uscire dalla sua bocca qualcosa di costruttivo? Mai. Perché la verità è che non hanno idee né progetti di città da proporre. Ecco perché la candidatura a sindaco di Lecce, per loro, è stata solo una casella in cui sistemare, attraverso false primarie, un ex deputato comunista che con Lecce non aveva a a che spartire. Un ex deputato comunista, in ombra di Kgb (questa sì reale), cui la poltrona di Montecitorio era stata scippata per piazzarci altri più in auge nel partito in quel momento. Ed ecco perché vogliono solo distruggere quanto di buono è stato fatto finora, cominciando da quello in cui sono veri specialisti: proporre modelli di governo fallimentari, come quelli di Prodi e Vendola, che sanno solo mettere le mani nelle tasche dei cittadini, senza peraltro risolvere i problemi. Ma noi, che a Lecce teniamo davvero, e l’abbiamo dimostrato, glielo impediremo. E il segretario nazionale Ds Fassino sarà costretto a trovare altre poltrone, non quella di sindaco di Lecce, per Antonio Rotundo.

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