Liberiamo la Baia dei Turchi

La lettera dell’associazione

In una lettera inviata alla Regione, Giancarlo Costa Cesari, presidente dell’associazione politico-culturale Biblioteca di Sarajevo, ha chiesto di revocare la concessione accordata ad uno stabilimento balneare nell’ultima porzione di spiaggia libera presente nella costa degli Alimini

“Innanzi tutto l’ascolto, il dialogo e la trasparenza. Noi intendiamo perfezionare le nostre proposte politiche attraverso l’ascolto e la partecipazione di tutte le realtà sociali, culturali ed economiche presenti sul territorio,….” Era questo uno dei punti più importanti del programma elettorale dell’attuale giunta regionale. Uno di quei punti che avrebbero cambiato radicalmente il rapporto fra le istituzioni regionali e la società civile, il cui pungolo doveva essere uno stimolo continuo al rispetto degli impegni presi nei suoi confronti. Come parte di quella società civile, che tanto ha dato per la realizzazione di una prospettiva politica nuova, nel rispetto del nostro impegno di osservatori attenti e critici, ci permettiamo di riprendere quel nostro pungolo per sollevare l’attenzione su un problema importante, la difesa della bellezza del nostro territorio e la libertà del suo uso pubblico. Stiamo parlando in particolare della Baia dei Turchi, un piccolo angolo di paradiso a ridosso dei laghi Alimini di Otranto, che da più di un anno ha iniziato a combattere per la sua libertà. Associazioni e singoli cittadini si sono stretti attorno a questo fazzoletto di spiaggia, per evitare che un’ulteriore concessione demaniale li privasse dell’ultimo spazio libero sul litorale degli Alimini. Così, nella primavera dello scorso anno, in seguito alle proteste sollevatesi e alle oltre 1500 firme raccolte, il consiglio comunale di Otranto votò all’unanimità per la revoca della concessione demaniale della baia. La Regione Puglia, a sua volta, intervenne bloccando i lavori per la realizzazione del lido attrezzato in seguito alla trasgressione dei vincoli previsti per i Siti di Interesse Comunitario, di cui il luogo fa parte. La proposta che venne avanzata alla Regione fu quella di sospendere le concessioni demaniali in attesa dell’entrata in vigore del nuovo Piano Regionale delle Coste. Piano attraverso il quale si pone una maggiore attenzione alla crescita del sistema turistico ricettivo, nel rispetto dei fruitori delle spiagge libere e della salvaguardia della costa. La speranza, racchiusa in centinaia di voci che hanno manifestato per l’amore della loro terra, è caduta il 30 aprile 2007, quando la Regione Puglia ha rilasciato la concessione demaniale marittima per lo stesso stabilimento balneare, bloccato lo scorso anno. Resta una grande delusione. Tutta la costa prospiciente ai laghi Alimini è ormai quasi del tutto privatizzata. Nel giro di pochi anni, è stata lottizzata e data in concessione a privati. Lungi da noi il desiderio di proporre un turismo balneare con spiagge prive di stabilimenti in grado di creare posti di lavoro e offrire attrezzature accoglienti per assicurare pulizia e servizi, ma va mantenuta una porzione di spiaggia gratuita, anch’essa attrezzata almeno con alcuni servizi essenziali (docce, pulizia, bagnini). E’ l’Istituzione pubblica che dovrebbe farsi carico di provvedere a questi servizi come peraltro avviene in molte località balneari. In questa località, per accedere al mare è previsto un costo per il parcheggio dell’auto e già questo dovrebbe indurre le istituzioni pubbliche ad accogliere i frequentatori assicurando pulizia e vigilanza anche in quegli spazi verdi di macchia mediterranea, peraltro interessati in estate anche da tende o da veri e propri campeggi non autorizzati. Siamo coscienti che il turismo balneare rappresenta per il Salento una sicura risorsa, ma la strategia per potenziare questa offerta volta alla qualità del servizio non è quella di privare i cittadini del godimento di un bene demaniale. Coniugare il privato ed il pubblico è possibile senza mortificare alcuna delle parti. La naturalità della Baia dei Turchi, testimonianza del paesaggio della costa salentina, deve perciò restare un diritto di tutti e un bene che trae da queste sue caratteristiche il miglior biglietto da visita. Per una politica del turismo che oltre alla quantità, punti soprattutto alla qualità. Per questo vi chiediamo di bloccare la concessione rilasciata, nel rispetto dei cittadini che vi hanno chiesto una baia libera e tutelata e che vogliono continuare a credere fortemente in una svolta nella politica di gestione del territorio della nostra Regione. Rimaniamo in attesa della Puglia Migliore. Giancarlo Costa Cesari, presidente associazione Biblioteca di Sarajevo

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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