Poggiardo. Emergenza ambientale

L’ultimatum di Astore

I rifiuti hanno occupato tutto lo spazio disponibile nell’impianto. L’odore nauseabondo si diffonde in tutta la città. Silvio Astore, sindaco, scrive a nove autorità e chiede interventi urgenti

“I silos sono tutti pieni, ormai siamo sempre in emergenza. L’impianto non svolge più quella funzione originaria, cioè biostabilizzare, ma sta fungendo da contenitore di rifiuti tal quale, in pratica da discarica. La materia trattata e confezionata in balle è depositata in tunnel e piazzali interni ed esterni. Non solo. I 60 camion che arrivano settimanalmente per trasportare i rifiuti a Fragagnano e Grottaglie non bastano perché i rifiuti sono quadruplicati. Quindi o ci mandano altri 25 camion oppure non si potrà più continuare in questo modo”. Sono parole di Silvio Astore, sindaco di Poggiardo, Comune che vive da tempo una situazione insostenibile dal punto di vista ambientale e della vivibilità. L’impianto cittadino è al collasso: i rifiuti hanno occupato tutti gli spazi disponibili e un odore nauseabondo si diffonde per tutto il paese. Ha così scritto nove telegrammi ad altrettante autorità alle quali ha chiesto di trovare, con urgenza, una situazione alla condizione di disagio. Gli enti chiamati in causa sono, oltre al presidente della Regione, l’Ufficio del commissario delegato, l’assessorato regionale all’Ecologia, la Prefettura di Lecce, il presidente della Provincia di Lecce, l’assessorato provinciale all’Ambiente, l0’Asl, il dipartimento di prevenzione dell’Ato Le 2, l’Arpa Puglia. “Sarò tollerante – ha detto Astore – fino a quando sarà possibile ma se i telegrammi dovessero rimanere lettera morta, mi consulterò con un avvocato e poi valuterò se disporre un’ordinanza per chiudere l’impianto, considerando che non esplica la funzione per cui è nato ed essendo io anche autorità sanitaria”.

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