Sergio Blasi, i laici chiedono più coraggio

Riconfermato alla guida dei DS

Il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra ha riconfermato Sergio Blasi alla sua guida con il 75% dei consensi

Sergio Blasi è stato riconfermato alla guida dei Democratici di Sinistra con il 75% dei consensi. Il congresso provinciale ha premiato le sue qualità di politico e il suo caratterizzante approccio alla leadeship. Come sindaco di Melpignano si è distinto per alcune battaglie inusuali (e sarebbe più opportuno che fosse solo la politica a proporle): tra i primi a disporre la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, con percentuali da Alto Adige; l’invenzione della Notte della Taranta nella piazza del Convento degli Agostiniani che, con la valorizzazione della pizzica, è diventata un fenomeno globale; la spinta decisiva, insieme a pochi altri amministratori, per far diventare progetto il Consorzio della Grecìa Salentina con la riscoperta delle radici grike della sua comunità sin dai tempi in cui era assessore alla cultura di Melpignano. Blasi si distingue da molti politici locali anche per altre caratteristiche del suo carattere. Di lui colpiscono l’eloquio sofisticato, lo sguardo sfuggente, la linea dei pensieri in grado di parlare al cuore di chi ascolta, un tratto umano autentico e raro nel cinico panorama in cui agisce. Il Congresso DS ha anche detto sì al prossimo mutamento in partito democratico e questo, tra le altre conseguenze, obbligherà il segretario provinciale a intensificare la sua azione, soprattutto all’interno del suo perimetro politico. Infatti, ora che il centrosinistra di Lecce sembra potersela giocare in un probabile ballottaggio Rotundo-Perrone (senza contare le altre sfide elettorali amministrative in alcuni importanti comuni, come Nardò, Matino e Galatone), Blasi dovrà impedire che i conflitti interni ai DS, dovuto alla difformità di opinioni sulla confluenza del DS nel Partito democratico, influiscano negativamente sulla campagna elettorale. Dopo la delusione di tanti leccesi di area progressista, in seguito agli intrighi di palazzo che disarcionarono il compianto sindaco Salvemini, la tendenza naturale di Sergio Blasi a ricomporre i contrasti – che talvolta è sconfinata in reticenza nell’affrontare il nocciolo delle questioni – potrà risultare decisiva per aiutare tutto il microcosmo del centrosinistra locale a vincere la sfida con le potentissime liste del centrodestra. Solo successivamente, come è accaduto all’indomani delle tre vittorie consecutive alla Provincia, i nodi interni potranno essere sciolti e il dibattito sul Partito Democratico prendere un respiro normale. L’opinione del Golem è che DS e Margherita hanno una visione comune sui temi decisivi di ogni azione di governo sia ormai acclarata: su economia, sanità, mercati, politica estera, sicurezza, politiche sociali e giustizia si naviga sulla stessa rotta. E’ invece il tema dei diritti a sparire pericolosamente dall’agenda del Partito Democratico, in virtù delle barricate dei cattolici su unioni civili, pillola abortiva, diritti dei gay e delle minoranze religiose, libertà di ricerca scientifica, depenalizzazione delle droghe leggere, fondi pubblici alle scuole cattoliche e sulle concrete misure a favore di donne e giovani. Se è giusto superare, a sinistra come a destra, la plurisecolare attitudine italiana alla frammentazione, che ci si batta all’interno e poi si abbia il coraggio di trovare una posizione unica. E Blasi, se mostrerà più coraggio, potrà fare molto.

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Info sull'autore

Mario Maffei

Giornalista professionista, laurea in Bocconi, esperto di divulgazione scientifica. Un'unica grave perversione: la politica

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