Filanto. E’ accordo

Si è chiusa positivamente la vertenza cominciata circa un mese fa

In poche settimane, i 60 dipendenti dell’unica catena di produzione “Filanto spa” saranno collocati, con una procedura di cassa integrazione mirata, nella “Labor” che nel frattempo sarà trasferita da Patù a Casarano. I 130 dipendenti di quest’ultima saranno reinseriti nel ciclo produttivo, mantenendo la continuità del rapporto di lavoro

La vertenza del Gruppo Filanto, cominciata meno di un mese fa, si è chiusa positivamente. I 190 posti di lavoro a rischio sono salvi. Ieri mattina, presso la sede provinciale delle Politiche del Lavoro, le aziende calzaturiere collegate al gruppo dI Antonio Filograna e le associazioni sindacali di categoria (Filtea-Cgil, Femca-Cisl, Uilta-Uil) hanno firmato l’accordo che sancisce il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Già entro il mese di maggio le tre catene di produzione della società “Labor”, attualmente situate negli stabilimenti di Patù, verranno trasferite nella zona industriale di Casarano. Il documento firmato ieri prevede anche verifiche bimestrali sull’attuazione dell’accordo. Intorno al tavolo predisposto dalla Provincia, in via Salomi a Lecce, erano presenti: Antonio Filograna-Sergio, presidente del Consiglio di Amministrazione della “Filanto spa”; Antonio Antonazzo, amministratore della “Labor”; Antonella Lupo, rappresentante della “Zodiaco”; Maria Antonietta Filograna, amministratrice della “Tecnosuole”; il rappresentante di Confindustria, Angelo Costantini; Giuseppe Guagnano (Filtea-Cgil), Antonio Riccardo (Femca-Cisl) e Franco Nastrini (Uilta-Uil), rappresentanti provinciali dei sindacati di categoria; garante dell’intesa, in rappresentanza della Provincia, il funzionario Carlo Frisullo. Una delle novità assolute dell’accordo è l’inizio di una nuova fase per la “Filanto spa”. La storica società di Filograna, infatti, diventa un’impresa puramente commerciale, ossia la società committente delle aziende collegate ad essa. Entro poche settimane, infatti, i 60 dipendenti che lavorano nell’unica catena di produzione della “Filanto spa” saranno sganciati da questa società, con una procedura di cassa integrazione mirata, e collocati nella “Labor” che nel frattempo sarà trasferita a Casarano. I 130 dipendenti di quest’ultima società (anche questi rischiavano il posto di lavoro) saranno gradualmente reinseriti nel ciclo produttivo, mantenendo la continuità del rapporto di lavoro. Entro l’anno, quindi, la “Labor” avrà complessivamente 190 dipendenti e sarà produttiva nei capannoni della zona industriale di Casarano. La cassa integrazione ordinaria programmata entro dicembre sarà a rotazione e interesserà i lavoratori di tutte le società collegate. Il gruppo calzaturiero, inoltre, si è impegnato a mantenere l’attuale livello occupazionale, ossia 850 dipendenti divisi tra le società “Tecnosuole”, “Zodiaco”, “Italiana Pellami”, “Labor” e “Filanto spa”. Le parti, inoltre, hanno stabilito verifiche periodiche (bimestrali) sull’attuazione dell’accordo. In particolare, verrà verificato l’andamento del mercato e se la società committente (“Filanto spa”) distribuirà in modo equo le commesse tra le società collegate. Con la firma di ieri, lo stato di agitazione cominciato il 29 marzo scorso è stato anato. La protesta dei lavoratori era esplosa quando fu chiaro che il gruppo calzaturiero non aveva intenzione di richiamare in attività 190 operai, la cui cassa integrazione ordinaria era in scadenza. Per quei lavoratori il Gruppo Filanto aveva annunciato l’inizio della cassa integrazione straordinaria. La reazione dei lavoratori, però, non si è fatta attendere e, per la prima volta, in forma solidale. Il 10 aprile scorso, infatti, giorno dello sciopero, si sono astenuti dal lavoro non solo i dipendenti che si trovavano in cassa integrazione, ma anche diverse decine di lavoratori in attività.

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