Filanto. Le proposte dei sindacati

Bocciata l’ipotesi di cassa integrazione per i lavoratori

“Entro la fine dell’anno tutti gli 850 lavoratori del gruppo devono stare in servizio”. Lo ha dichiarato Giuseppe Guagnano di Filtra-Cgil. Ed è su questa linea che i sindacati si presenteranno al tavolo delle trattative

Via libera dell’assemblea dei lavoratori delle aziende collegate al Gruppo Filanto alla proposta dei sindacati per salvare i posti di lavoro dell’industria calzaturiera. Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil hanno ricevuto un mandato pieno dall’assemblea formata da circa 300 persone, che si è tenuta ieri pomeriggio presso l’auditorium comunale, per condurre le trattative, in programma nei prossimi giorni presso l’assessorato provinciale per le Politiche del Lavoro. Questa mattina, infatti, le associazioni di categoria inoltreranno la relativa richiesta di apertura del tavolo istituzionale. Lo stato di agitazione, tuttavia, culminato con lo sciopero del 10 aprile scorso, rimane sospeso in attesa dell’esito delle negoziazioni tra azienda e sindacati. I rappresentanti di categoria – Giuseppe Guagnano (Filtea-Cgil), Antonio Riccardo (Femca-Cisl) e Franco Nastrini (Uilta-Uil) – hanno spiegato nei particolari l’incontro avuto con i vertici dell’azienda l’11 aprile scorso, all’indomani dello storico sciopero che ha anche coinvolto, per la prima volta nella storia, diverse decine di lavoratori in attività. Lo stato di agitazione era stato proclamato per garantire gli attuali livelli di occupazione. Per 190 lavoratori in cassa integrazione ordinaria, in scadenza, l’azienda era pronta a richiedere la mobilità, anticamera del licenziamento. Lo sciopero, secondo fonti sindacali, avrebbe indotto l’azienda a cambiare programmi. Il Gruppo Filanto, in definitiva, avrebbe proposto la costituzione di una nuova società per collocare i 60 lavoratori della catena della “Filanto spa”; l’azienda avrebbe proposto ancora la cassa integrazione straordinaria per i 130 operai delle tre catene sospese (società “Labor” di Patù) finalizzata alla ricollocazione graduale nella nuova società. L’obiettivo di questa operazione è quello di rafforzare il marchio “Filograna”. I sindacati, invece, si sono fermamente opposti all’ipotesi di cassa integrazione straordinaria ed hanno rilanciato con una loro proposta: spostamento della “Labor” da Patù nella zona industriale di Casarano; collocazione dei 60 operai di “Filanto spa” nella “Labor”, senza quindi costituire nuove società, in modo da mantenere la continuità del rapporto di lavoro; cassa integrazione ordinaria – “ma solo di poche settimane, il tempo di spostare i macchinari a Casarano”, hanno sottolineato i sindacati – per i 130 dipendenti della “Labor”. Circa i tempi, Guagnano ha sottolineato che “entro la fine dell’anno tutti gli 850 lavoratori del gruppo devono stare in servizio”. Ed è su questa linea che i sindacati si presenteranno al tavolo delle trattative.

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