Loredana Capone all'attacco

La crisi di maggioranza al Comune di Lecce svela il blocco di interessi di un piccolo numero di persone

Esplode la crisi di maggioranza al Comune di Lecce e Adriana Poli Bortone si scaglia contro Forza Italia e il candidato sindaco Paolo Perrone. Loredana Capone commenta: “la nostra città governata da un piccolo numero di persone e da pochi, circoscritti, blocchi di interessi”

Esplode la crisi di maggioranza al Comune di Lecce e Adriana Poli Bortone si scaglia contro Forza Italia e il candidato sindaco Paolo Perrone. Questo il commento di Loredana Capone, capolista per la lista dell'Ulivo alle prossime elezioni amministrative: “La misura è colma. Finalmente i consiglieri di maggioranza, anche quelli “più fedeli” che, in tante occasioni, per “obbedienza” alle intimazioni del sindaco, hanno votato, semmai” turandosi il naso”, come spesso hanno affermato, questa volta hanno detto basta! Quello di ieri non è l’unico episodio in cui la maggioranza ha voluto esprimere il proprio disagio, ma è stato certamente il più eclatante, per il fatto che era l’ultimo Consiglio, per la rilevanza degli argomenti all’ordine del giorno, per la titolarità degli interessi in gioco. Ieri sera anche i “più fedeli” non hanno potuto dire di si. Troppo alta la sfida assessori – consiglieri riguardo ai suoli individuati per il cimitero. Incoerente la posizione per una città che ambisce a diventare una “città di mare” e di turismo. Quale interesse pubblico può motivare un cimitero al Fondone? Non vogliamo essere noi ad interpretare il pensiero della maggioranza, ma certamente grave, molto grave, è lo schiaffo che la giunta Poli voleva dare ai consiglieri, come grave è stato quello che i consiglieri le hanno reso. Così pure, politicamente grave è stata la mancata ratifica del protocollo d’intesa sulla variante, ex articolo 18, al Piano che riguarda la via Vecchia Carmiano, firmato dall’assessore comunale Angelo Tondo e dal presidente della Regione Nichi Vendola. In altre parole, un atto di sfiducia del consiglio e per di più su un argomento importante per la città, l’ennesimo, sul quale non c’è stato alcun confronto che coinvolgesse la città stessa. Infine, scoraggiante e triste appare l’immagine di un candidato sindaco, Paolo Perrone, redarguito dal primo cittadino in carica perché non è riuscito a far votare neppure i consiglieri di Forza Italia, cioè del suo stesso partito. Ieri sera, insomma, con una improvvisa presa di coscienza, forse un po’ tardiva, anche molti consiglieri di maggioranza hanno preso a piene mani il coraggio di opporsi al fatto più eclatante del governo di questi anni: la nostra Città è stata governata da un piccolo numero di persone e da pochi, circoscritti, blocchi di interessi. Quanto avvenuto nel consiglio comunale di ieri sera è l’evidente espressione della crisi profonda del centrodestra, una crisi che investe i rapporti tra i partiti che lo compongono, ma anche i programmi che sono proposti E’ con questa incoerenza, con queste dilanianti divisioni, che oggi si ripresentano alle elezioni, e parlano di espansione e di investimento sull’attitudine turistica della nostra città, facendo riferimento ad aree dove collocano il cimitero; parlano di Università e non offrono di meglio che il Polo Umanistico, parlano di marine e di proiezione di Lecce verso la sua spiaggia e lasciano che una società anonima, si compri un’enorme fascia di suoli proprio su quella proiezione per fini ancora sconosciuti. E tutto questo mentre il Piano Urbanistico Generale è ancora chiuso nel cassetto”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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