Palazzo Vernazza. Il Riesame riapre il cantiere

Riprendono i lavori di consolidamento statico e recupero funzionale

“Non esiste alcuna violazione”. E’ stata questa la decisione del Riesame del Tribunale di Lecce che ha anato il decreto di sequestro del cantiere su Palazzo Vernazza Castromediano a Lecce

Con decisione del 10 aprile scorso, la sezione del Riesame del Tribunale di Lecce ha anato il decreto di sequestro emesso il 22 marzo per il cantiere dei lavori su Palazzo Vernazza Castromediano (piazzetta Pellegrino) di Lecce, al centro di un intervento di restauro, consolidamento statico e recupero funzionale, che l’impresa “Capriello Vincenzo” sta eseguendo per conto della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e finanziato con i fondi della Legge n. 59/01 (Barocco leccese), mutuo BEI e fondi comunali. Il sequestro era legato ad un procedimento penale in cui si ipotizzava (rispetto al progetto autorizzato con delibera di giunta comunale n. 982 del 22.09.03 e successiva determina n. 670 del 18.11.05 del dirigente del settore Lavori Pubblici) la sopraelevazione di circa un metro dell’altezza del livello del solaio di copertura del fabbricato, da cui sarebbero conseguiti un aumento della volumetria dell’ultimo piano ed una modificazione della sagoma esterna dell’edificio, e la realizzazione ex novo di una scala interna e del relativo vano ascensore, con pilastri in cemento armato, che dal piano terra si eleva sino al solaio e ne fuoriesce di alcuni metri, che avrebbe determinato lo sventramento dell’edificio stesso e la creazione di un elemento nuovo ed esterno sul solaio. Tanto avrebbe integrato, ad avviso del pubblico ministero, la violazione dell’art. n. 43 delle Norme tecniche di attuazione del prg del Comune di Lecce e dell’art. n. 2.8 del Regolamento edilizio del Comune di Lecce. Secondo il Riesame il decreto di sequestro va anato per difetto del fumus del reato ipotizzato. Non si configura, infatti, né la creazione ex novo di volumetria né una modifica della sagoma esterna dell’edificio, “non apparendo sussistere – è scritto nella decisione – alcuna difformità tra l’altezza del solaio di copertura derivante dall’intervento in corso di realizzazione rispetto a quella originaria”. L’aumento dell’altezza del parapetto di una linea di conci di tufo è dovuta a contingenti ragioni di sicurezza imposte dai lavori in corso, e quindi non si è in presenza di opere permanenti, ma precarie. Inoltre, il Riesame ha ritenuto fondata la necessità di realizzare il vano scala ed il vano ascensore per adeguare l’immobile alla disciplina in tema di eliminazione delle cosiddette “barriere architettoniche” e quindi per consentire una sua agevole utilizzazione anche da parte di persone con difficoltà motorie o sensoriali. Legislazione e giurisprudenza (richiamati nella decisione) stabiliscono che gli interventi di rimozione degli ostacoli debbono essere preventivi rispetto al manifestarsi dell’esigenza della persona disabile e i problemi di questa non possono essere considerati come problemi individuali, ma devono essere assunti dall’intera collettività. “Accogliamo con soddisfazione la decisione del Riesame – ha commentato Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce – perché ci dà la possibilità di riaprire il cantiere e portare a termine uno degli interventi più significativi che riguardano gli immobili del centro storico. Del resto, proprio per la delicatezza dei lavori ci siamo affidati per la progettazione e la realizzazione alla Sovrintendenza”.

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