Caputo e Bondì. Dissequestro dei beni

La decisione del tribunale del Riesame

Restano sotto sequestro solo i beni di Armando Migali, titolare della Emmetx, accusato di truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea. Avrebbe percepito indebitamente finanziamenti con legge 488. Sono stati dissequestrati, invece, i beni di Carmine Caputo e Giuseppe Bondì, consulente e geometra di Migali

Sono stati dissequestrati i beni dell’assessore provinciale al Bilancio Carmine Caputo e dell’ex presidente del consiglio di Galatone Giuseppe Bondì. I sigilli sui terreni e le abitazioni di Galatone sono stati tolti dai giudici del Tribunale del Riesame, che hanno accolto i ricorsi presentati dagli avvocati difensori dei due, Angelo Pallara, Francesca Conte, Ester Nemola e Marcello Marcuccio, basati sull’insussistenza dei requisiti per applicare nei loro confronti il sequestro per equivalente della somma percepita indebitamente dall’imprenditore Armando Migali per costruire un impianto di smaltimento dei rifiuti della zona industriale di Galatone. I beni sotto sequestro avevano un valore di 254mila euro, tanto quanto avrebbe percepito Migali con 488 che finanzia i progetti di espansione e di incremento della produzione dell’imprenditoria meridionale. Restano sotto sequestro, invece, i beni di Migali. Caputo e Bondì sono finiti nei guai nelle vesti rispettivamente di consulente e geometra della Emmetex di Migali e per questo sono indagati per concorso in truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea.

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