Il diavolo veste Prada

La cosa migliore del film è il titolo, assolutamente eccezionale. Tanto che avevo alte aspettative. Aspettative che, però, vengono deluse da una commediuccia che scivola via come un bicchiere d'acqua tiepida.

C'è poco da fare, il film è scritto in modo prevedibile e girato in modo anonimo. Alcune opere di Nora Ephron (C’è posta per te o Harry ti presento Sally, per dire) sarebbero risultate più gradevoli ed azzeccate. E sì che le premesse c'erano tutte per una commedia sapida e divertente: un'aspirante giornalista di talento pur di lavorare accetta di fare la seconda assistente personale di Miranda Priestly, mito assoluto nel mondo della moda («un milione di ragazze ucciderebbe per questo posto»).

Spoiler Da questo prologo parte la nostra storia. Ora tralasciamo il fatto che per enfatizzare la distanza dal mondo della moda della nostra protagonista questa venga fatta vestire come un idiota che ha preso i vestiti dall'armadio delle bambole… della vecchia zia. Tralasciamo il fatto che il posto pur ambitissimo venga assegnato alla nostra, grazie a un paio di articoli scritti all'università senza praticamente competenze. Badiamo invece al fatto che la storia anziché prendere, che so, la via della farsa o della satira, o anche solo della commedia sofisticata, si dipani lungo un percorso così scontato che quasi annoia: la protagonista per superare le angherie della terribile capa si trasforma da ragazza qualunque a impeccabile “fashionista”, conservando tuttavia i propri principi morali. Si badi, non esperta di moda (non ci pensa nemmeno un secondo a sfruttare il proprio sbandierato talento e le risorse della redazione della più importante rivista di moda del mondo per mettersi a studiare per imparare qualcosa…) ma alla moda. Ovvero diventa una che passa dalla taglia 42 alla 40 e indossa capi firmati.

Come se non bastasse la storia trita e ritrita, l'approfondimento psicologico dei personaggi è inesistente e desolatamente schematico. Ci troviamo così da un lato gli amici “veri”e dall'altro il mondo dell'alta moda. Nella prima parte del film i primi sono i buoni e il secondo è diabolico, appunto. Ma nel finale si bada bene a non dipingere poi il diavolo troppo brutto e a rendere superficiali gli amici, così che tutti, alla fine possano (di)mostrare di avere un'anima… In conclusione una commedia assolutamente perdibile, che scorre via senza danno ma senza neppure nessun interesse. Voto 5 perché Merly Streep è bravissima.

[Il Diavolo veste Prada (Usa 2006) Regia David Frankel Con Anne Hathaway, Meryl Streep, Adrian Grenier, Stanley Tucci]

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