Barbara Toma: appunti di sopravvivenza femminile

Prima nazionale a Milano di Orbata, il nuovo assolo della coreografa e danzatrice salentina

Con un assolo denso di storie di vita, la coreografa e danzatrice Barbara Toma debutta in prima nazionale a PiM spazio scenico con Orbata, in scena dal 15 al 20 marzo 2007. Coproduzione Robabramata e Pim Spazio Scenico, lo spettacolo è un percorso intenso alla ricerca della propria identità e femminilità attraverso storie di vita personali e non solo

Dal 15 al 20 marzo 2007 debutta al PiM Spazio Scenico di Milano il nuovo assolo di Barbara Toma: Orbata – Appunti di sopravvivenza al femminile. Per gli appassionati di danza contamporanea, ogni nuovo lavoro dell'artista leccese viene sempre accolto con grande interesse e trepidante attesa. Olandese di origine e formazione, residente da anni a Milano, la Toma è una salentina verace, con invisibili radici che segratamente la ancorano alla sua terra. L'ansia di vedere Orbata nel primo spettacolo utile nel Salento sarà ancora più bruciante per i tanti che ha avuto l'occasione frequentare la case di suo padre Antonio Toma, al quale questa nuova opera è dedicata. Intellettuale, istrione, mecenate, Antonio Toma non lasciava indifferenti. Centinaia tra grandi artisti internazionali, vagabondi perdigiorno, madri di famiglia, giovani sognatori e varia umanità, hanno animato i suoi “salotti”, hanno attinto alla sua mostruosa collezione di dischi e trascorso ore mai banali. Orbata racconta di uno stato preciso dell'anima e del corpo, quello in cui Barbara si è trovata alla morte del padre, ormai unico punto di riferimento degli affetti dopo la scomparsa della madre molti anni prima. Depressione, disorientamento, crisi, paura e un turbine di emozioni hanno messo in discussione la sua vita e il suo lavoro, spingendo la giovane coreografa leccese a rielaborare un lutto importante per ridefinire le proprie radici, come ben spiega lei stessa nelle note allo spettacolo: “Mio padre è morto il 3 giugno 2004. E dal quel giorno io non sono più la stessa. Sono sempre stata la figlia di Marianna, la figlia di Antonio, mai semplicemente Barbara! E una volta persi i miei testimoni di vita, il contatto diretto con le mie radici, i miei protettori mi sono ritrovata a chiedermi: ma io chi sono?”. In questa ricerca l'assolo di 5 anni prima, Kruda, che aveva sancito l'attività professionale della Toma e l'incontro con un pubblico più ampio, è divenuto il punto di partenza di cui Orbata rappresenta il sequel. Guardando negli occhi gli spettatori, la coreografa racconta le storie di altre donne per poi arrivare gradualmente a svelare la propria e fotografare il desiderio di essere donna al di fuori degli stereotipi, del bisogno di sedurre e di cercare necessariamente il consenso degli altri anche a scapito dell'essere davvero se stessi. disegno e realizzazione luci: Davide Arsenio costumi: Lucia Lapolla e Barbara Toma scene: Barbara Toma e Davide Arsenio

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