Santu Lazzaru per le strade

Un ospedale in Nigeria e viveri per i bisognosi. Sono gli obiettivi dell’edizione 2007

Santu Lazzaru, la Quaresima della solidarietà organizzata dall’associazione “Centro Storico” e dalla parrocchia del Sacro Cuore, torna a percorerre le strade di Casarano. Ma con un clima più sobrio per la recente scomparsa di Emiliano Semola, uno dei principali sostenitori della manifestazione

Si è svolta ieri sera a Casarano la prima tappa della decima edizione de U Santu Lazzaru, la Quaresima di solidarietà della tradizione popolare salentina, organizzata dall’associazione socio-culturale onlus “Centro Storico” e dalla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, diretta da don Antonio Minerba. Recuperando una vecchia tradizione contadina, una banda di musicisti, accompagnata da persone che cantano antichi stornelli, percorre le vie cittadine con l’obiettivo di raccogliere viveri e fondi per uno specifico progetto di solidarietà. Come al solito, sono quattro le tappe programmate, ogni giovedì, in altrettanti quartieri. Ieri la carovana di solidarietà ha percorso il rione tra la parrocchia, lo stadio e l’ospedale civile; il 15 marzo si sposterà nel quartiere tra lo stadio e contrada Specchie di Vaje; le ultime tappe si svolgeranno il 22 e 29 marzo. Quest’anno gli organizzatori hanno deciso di devolvere i fondi, che verranno raccolti durante la manifestazione, per costruire un ospedale in Nigeria; i viveri, invece, saranno destinati a famiglie che si trovano in gravi condizioni economiche. L’edizione del 2007 ha rischiato di non svolgersi per la prematura scomparsa di Emiliano Semola, avvenuta pochi giorni fa. Appassionato di musica popolare salentina, socio dell’associazione “Centro Storico”, Emiliano era uno dei più convinti fautori della manifestazione e partecipante fisso della carovana. “Sarà il primo Santu Lazzaru senza di lui – ha affermato Emanuele Ungherese, presidente dell’associazione e suo amico fraterno – ma alla fine abbiamo deciso di fare comunque la manifestazione, anche perché sono sicuro che lui avrebbe voluto così. Sarà, però, più sobria rispetto al passato, senza i consueti punti di ristoro e abbiamo pregato la gente di devolvere i soldi necessari per allestire la tavola al progetto dell’ospedale in Nigeria”.

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