ANGELI CADUTI

Riflessioni su una religione dell'uomo

Ci sono angeli caduti su questa terra, un po' per gioco e un po' per amore. Ci sono uomini e donne che trascendono l'uomo e la donna eppure vivono tra noi e si confondono, e si nascondono. Ho sempre pensato che prima di credere in qualcosa che viene dopo la vita, dovremmo credere in quello che nella vita possiamo conoscere e toccare con mano. I grandi uomini e le grandi donne che hanno calcato questo suolo sono e devono essere motivo di fede. Uomini, donne, santi ed eroi che hanno valicato la condizione stessa di essere umano per farsi ponti per il divino. E poco importa che ci sia o meno un divino. La consapevolezza stessa dell'esistenza di questi uomini ci innalza e ci onora. E' solo partendo dal culto di questi uomini che possiamo giungere alla conoscenza di un divino, di un trascendentale, di un ultraterreno. Dicono che la nostra gente abbia smarrito la fede. Io credo che sia giunto il momento di porre le basi per una religione dell'uomo. Una religione che esalti e comprenda, al tempo stesso, il contributo di uomini come Che Guevara, Ghandi e di donne come Madre Teresa di Calcutta. Che rivaluti i poeti e i profeti che si sono spesi per indicare la strada. Che riconosca il valore nelle persone che ci sono accanto e ci sostengono e ci vogliono bene, e l'inutilità dei valori costruiti. Arriveremo, quindi, ad amare Gesù Cristo o, perchè no, Maometto, o molti altri, ma solo in quanto uomini. Angeli caduti che hanno illuminato il nostro mondo della propria personalissima luce e che, forse, non brilleranno più.

NON BRILLERANNO PIÙ C'è un angelo accanto a me è Il mio angelo Lui vive in un palazzo di specchi Dove osserva disperato il suo dolore Ha le ali, ma non può volare Non ha più desideri ma soltanto pressanti malinconie Egli le attraversa a piedi nudi Lacerandosi Il diavolo beffardo si è inghiottito il suo cuore E adesso lui rifugge la luce Figlio dell'oscurità Non ha più pace Ma solo tormenti e solitudine Lui è andato via Le sue ali nel tramonto Non brilleranno più (Davide Ferendeles)

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!