Codacons: “Il centro di Lecce chiuso il giovedì”

Una decisione da ponderare e da inserire in un sistema più allargato di ammodernamento del piano traffico

Da alcuni commercianti leccesi, la proposta di chiudere il centro della città in un giorno infrasettimanale. Piero Mongelli, responsabile della sede leccese del Codacons spiega i vantaggi della manovra

Nel corso dell’ultima riunione avutasi a Palazzo Carafa di Lecce tra imprenditori del commercio, rappresentanti delle associazioni dei consumatori e componenti della consulta Ambiente, alcuni commercianti hanno proposto la chiusura della città in un giorno feriale. Gli stessi commercianti, successivamente, hanno indicato quale giorno di chiusura il giovedì. Secondo il Codacons di Lecce, la chiusura della zona di città interna ai viali, seppure crea certamente disagi, può rappresentare una risposta adeguata al problema delle polveri sottili ed imprimere una forte accelerazione alla conoscenza ed all’utilizzo dei parcheggi di interscambio. “A patto – precisa – che la città sia dotata di quei servizi ai cittadini necessari a reggere una tale situazione. La predisposizione di efficienti servizi di collegamento da e per il centro – ha dichiarato Piero Mongelli, responsabile del Codacons di Lecce – magari ampliati con passaggi ad altre zone della città interna ai viali, il potenziamento dei servizi di mobilità alternativa (quali biciclette), un prolungamento del servizio di trasporto urbano oltre le canoniche 22, rappresentano una prima indispensabile attività di supporto all’idea lanciata dai commercianti leccesi. In futuro, magari – ha continuato -, una scontistica particolare all’interno dei pubs o dei negozi della città per chi utilizza i mezzi pubblici, la realizzazione di una rete di piste ciclabili all’interno della città, l’incentivazione all’acquisto di ‘due ruote’ ecologici, la predisposizione di mezzi elettrici a libera fruibilità posizionati all’interno della cerchia più antica della città. Il tutto in attesa che Lecce si doti dei vari parcheggi che l’amministrazione comunale ha in animo di realizzare o ha già in parte realizzato”.

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