C’è la Caremma sui tetti

Il Salento aspetta la Pasqua

Lui coloratissimo ed allegro; lei brutta e vestita a lutto. Lui è Carnevale; lei è sua moglie, Caremma. Che prende il nome dal francese “Careme”, Quaresima. E infatti simboleggia il periodo di astinenza precedente la Pasqua. E proprio il giorno di Pasqua Caremma brucia sul rogo in segno di purificazione

La moglie di Carnevale si chiama Caremma. In questi giorni, e fino alla festa di Pasqua, la si può vedere appesa ai tetti e alla canne fumarie delle case salentine. Simboleggia la Quaresima, con il periodo di digiuno e di astinenza che questa comporta. La Caremma (dal francese Careme, appunto Quaresima) è un fantoccio di paglia con le sembianze di una brutta vecchia vestita a lutto che compare quando le festività carnevalesche sono finite e comincia un lungo periodo che precede la rinascita dei piaceri e dei festeggiamenti. Regge tra le mani il fuso e la conocchia, simboli della laboriosità e del tempo che passa e ha ai suoi piedi un’arancia nella quale sono conficcate sette penne, una per ogni settimana di astinenza e sacrificio che precede la Pasqua. La tradizione vuole che il fantoccio sia bruciato il giorno della resurrezione di Cristo: il fuoco con il suo alto potere purificante e rigenerante, realizza un nuovo ciclo destinato a ripetersi negli anni.

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