Gallipoli discute del depuratore

Un comitato pronto a fermare il depuratore di Gallipoli

Il comitato “Movimento mare pulito per la difesa di Gallipoli” ha chiesto un incontro con Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, allo scopo di impedire lo sbocco in mare dei liquami provenienti dall’entroterra

Ci risiamo. Il depuratore torna a far parlare di sè. Marco Micelli, portavoce del “Movimento mare pulito per la difesa di Gallipoli” ha chiesto ufficialmente un incontro pubblico con Vendola per discutere sui problemi e i danni che il depuratore gallipolino sta arrecando alla città. L’obiettivo primario di Micelli sarebbe quello di impedire che nel mare del litorale sud cittadino vengano scaricati i reflui civili e industriali del depuratore di Casarano, Parabita, Melissano, Matino e Racale. Ma non solo: si cercherà di revocare l’autorizzazione allo scarico in mare dei reflui del depuratore di Gallipoli, dove confluiscono anche i liquami di Alezio, Tuglie e Sannicola. Un problema che mette a serio pericolo il turismo di Gallipoli,che è colonna portante del commercio e dell’economia di tutta la città. Per questo il movimento ha invitato all’incontro tutti i cittadini, gli amministratori, i politici salentini e i rappresentanti delle istituzioni affinché insieme si possano trovare le migliori soluzioni per il benessere della città e del Salento. Intanto durante la presentazione del movimento, Emanuele Liaci, assessore comunale all’ambiente, ha informato che entro aprile sarà pronto l’impianto di affinamento dei reflui del depuratore cittadino, che ne consentirà l’uso irriguo.Inoltre ha chiesto a Vincenzo Barba, sindaco, in vista della conferenza dei servizi, che si riunirà giovedì prossimo, di avere tutte le carte in regola per proporre l’attivazione del depuratore di Casarano.

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