Lo sguardo di Klaus

Documentari sul Salento

Un Salento visto con gli occhi da straniero. Per questo, forse, restituito allo spettatore con uno sguardo ancora più partecipato

E’ da un punto di vista inedito che Klaus Voswinkel osserva il Sud nei suoi documentari degli anni Settanta: un Salento, aspro come le pietre dei muretti a secco, sospeso nel tempo come i suoi ulivi. I documentari di Klaus sono uno spaccato sociale sugli aspetti demo-antropologici della cultura meridionale, con una particolare attenzione alle tradizioni popolari delle feste in provincia, un mondo culturale che ha affascinato il regista di origine tedesca (Amburgo, 1943), fin dal suo primo arrivo nell’estremo sud della penisola salentina. Giunto nel 1968 a Masseria Bufolaria (Ugento) con la moglie Ulrike per visitare gli amici artisti Arno Mandello e Helen Ashbee, qui trasferitisi da Parigi, decide di esplorare un ambiente che diventa luogo di ricerche e fecondi contatti. Ne rimane tanto affascinato da metterci le radici, e comunicarne la bellezza attraverso i suoi romanzi e i suoi film. Nel suo primo cortometraggio racconta il Salento (Landpartie “Scampagnata”, 44 min, 1977) attraverso due episodi. Nel primo si sofferma sui preparativi per un banchetto pasquale organizzato in un agrumeto di Sternatia da una benestante famiglia leccese. Nel secondo un gruppo di amici festeggia in collina la Madonna della Campana a Casarano, al suono della pizzica. E’ questo forse uno delle prime testimonianze di canti e musica popolare, in anticipo sul successo che tale genere musicale riscuoterà in seguito. Il suo secondo lavoro è dedicato al profilo di Norman Mommens, scultore geo-astronomo e della sua compagna Patience Gray, scrittrice-orafa-rabdomante, da poco deceduta. E’ intitolato Sonne, Mond Sole-Luna (44 min, 1983), ed è stato realizzato insieme alla moglie Ulrike nel 1983, una preziosa testimonianza soprattutto oggi. I due artisti sono ripresi non solo nei loro luoghi di lavoro: a Masseria Spigolizzi, sulla collina dove ricercavano selci, ma anche sul barcone, in processione a TorrePali o sulla serra del “paiorone” di PozzoMauro, dal quale Norman, grande conoscitore della cultura salentina, era partito per studiare le corrispondenze tra toponimi e astronomia. Il documentario si conclude con l’ascolto di Casta Diva,durante la festività di Sant’Andrea di Presicce. Con il terzo documentario (Piazza, 44 min., 1984) Klaus ci porta in Sicilia, ai piedi dell’Etna, per seguire da vicino la vita dei cantastorie siciliani e la grande festa di Sant’Alfio a Trecastagne. Straordinaria, tra l’altro, la sequenza dell’incontro col “poeta delle piazze” Ignazio Buttitta che declama i suoi versi sull’insostituibilità del patrimonio dialettale. Si ritorna sul tema-conduttore del folklore, della festa e della musica con La Banda, del 1987. Questa volta viene inseguita nelle sue varie performance un’orchestra di quaranta uomini, guidata da una giovane direttrice, Grazia Donateo di Surbo, la prima in tutta Italia. Chiude la rassegna il lungometraggio Ragazzi o L’invenzione della commedia, un gruppo di aspiranti attori in cerca di identità, che intrecciano il loro vissuto di provincia e la loro voglia di fare teatro. In questi suoi lavori Klaus restituisce la verità dei paesaggi, delle situazioni e dei personaggi, senza enfasi e senza forzature, riuscendo a fare “poesia” con le immagini, con i suoni, i colori e i tagli fotografici Un’indagine condotta sapientemente su ciò che di più autentico possiede il nostro territorio, in un linguaggio cinematografico dal tono asciutto: nello scavare l’humus delle tradizioni e della cultura salentina si avverte il carattere essenziale di un mondo fermo nel tempo, in un passato prossimo, oggi sempre più minacciato dalla globalizzazione e dalla omologazione imperante, eppure ancora vivo nel presente. Una interessante ricerca quella di Klaus, molto apprezzata, tra l’altro, dai nostri connazionali in Germania. Molti salentini, entusiasti dinanzi alle inaspettate immagini della loro terra, mandate in onda dalla tv tedesca, hanno subito telefonato agli amici del Capo per partecipare l’evento.

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