Poli: “La Regione penalizza il manifatturiero”

Il commento di Adriana Poli Bortone sulla graduatoria del bando per gli incentivi da legge 488

Sui finanziamenti da legge 488, Adriana Poli Bortone, coordinatrice di An in Puglia, chiede a Sandro Frisullo, vicepresidente della Regione, di dare conto agli industriali della scelta politica della Regione di privilegiare l’eolico a discapito del manifatturiero

“Conforta leggere che anche gli industriali la pensano come noi: la Regione Puglia con la 488 ha fortemente penalizzato il manifatturiero”. Adriana Poli Bortone, coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia, commenta la posizione espressa da Piero Montanari, presidente di Confindustria Lecce, in merito alla graduatoria del bando per la legge n. 488/92 sugli incentivi alle imprese. “Se anche il presidente Montinari – evidenzia Poli Bortone – parla di ‘individuazione non felice dei criteri di priorità’ da parte della Regione, vuol dire che siamo nel giusto e che Frisullo dovrebbe smetterla di cambiare le carte in tavola. Lo avevamo previsto. Anzi, la pubblicazione delle graduatorie ci dice che è andata anche peggio del previsto. Per tre motivi. Innanzitutto perché le aziende energetiche hanno ottenuto più del 90 per cento dei finanziamenti agevolati. In secondo luogo perché solo cinque imprese manifatturiere sono state ammesse ai finanziamenti agevolati. Infine perché 36 milioni di euro di contributi a fondo perduto sono rimasti inutilizzati e tornano a Roma. Frisullo accusi noi di allarmismo, ma spieghi agli industriali questi dati. I 36 milioni di euro, peraltro – continua – sono solo una parte dei complessivi 300 milioni (di cui fanno parte anche 89 milioni di prestiti a fondo agevolato e risorse private) che avrebbero potuto supportare l’adeguamento della struttura produttiva regionale alla sfida competitiva di Paesi molto aggressivi, con benefici per l’occupazione e per il tenore di vita dei pugliesi. Le occasioni bisogna saperle cogliere e se i nostri imprenditori (sobbarcandosi costi nell’ordine di 10mila euro a domanda) sono giunti preparati all’appuntamento, proponendo piani di investimento già approvati dal sistema bancario, la giunta Vendola è riuscita a vanificarne gli sforzi. C’è una precisa opzione politica di favore verso il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili (principalmente l’eolica) e di penalizzazione per il manifatturiero. In Sardegna – puntualizza la coordinatrice pugliese di An – la giunta Soru di centrosinistra ha attribuito punteggi elevati al settore manifatturiero e ha utilizzato il 100 per cento delle risorse attribuite. Al settore delle energie da fonti rinnovabili la Sardegna ha riconosciuto zero punti e zero contributi. E questo non significa che Soru è nemico dell’ambiente, ma che ha utilizzato uno strumento di politica industriale per fare politica industriale. Se si utilizza la legge 488 per incentivare la produzione di energia pulita che già beneficia di specifici incentivi, significa – conclude – che si intende privilegiare imprese che in buona parte non sono pugliesi e che acquisteranno la maggior parte degli impianti fuori dalla nostra Regione, con ricadute occupazionali impercettibili. Sono segnali di una cultura politica nemica dell’industria”.

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