“L’Unione paga le bugie della campagna elettorale”

L’intervento di Adriana Poli Bortone in merito alla crisi che ha investito gli esponenti dell’Unione in consiglio regionale

Secondo Adriana Poli Bortone, coordinatrice di An in Puglia, la crisi che si verifica tra le fila dell’Unione in consiglio regionale è la stessa che si respira a Roma, su scala nazionale, e a Lecce, su scala provinciale. “I cattolici del centrosinistra – afferma – non possono convivere con le anime estremiste della coalizione”

“Qui non si tratta solo di un malessere passeggero, ma di una vera e propria crisi politica che il presidente Vendola non può continuare ad ignorare”. Adriana Poli Bortone, coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia, interviene sulla vicenda dei contrasti interni alla Margherita in consiglio regionale e sulla nuova dura presa di posizione di una parte del gruppo consiliare nei confronti degli assessori Enzo Russo e Guglielmo Minervini. “Se i dissidenti della Margherita legano la loro presenza in aula a quella dei due assessori – rileva Adriana Poli Bortone – significa che il problema interno al partito è diventato problema di tutti e che da problema squisitamente politico e di parte adesso ha un altro profilo. L’impressione è che questo gruppo di rivoltosi bastoni i suoi assessori non sapendo come inoltrare al capo della giunta precise istanze politiche. La macchina amministrativa non tiene il passo e chi paga sono i cittadini pugliesi. Vendola non può continuare a far finta di niente. Bari, in questo senso, è lo specchio di Roma e in un intreccio perverso anche di Lecce, con quello che sta accadendo in seno al consiglio provinciale. I malesseri dei cattolici del centrosinistra, fino ad oggi soffocati, stanno emergendo ad ogni latitudine. Sono la prova della impossibile coesistenza con le anime estremiste della coalizione, con Comunisti, Verdi e Riformisti. Dalla esemplare questione delle unioni civili in giù, passando per gli aumenti delle tasse – conclude Poli Bortone – l’Unione paga oggi la grande bugia della campagna elettorale. La bugia dalle gambe corte di un programma comune che è una maschera di posizioni politiche e ideologie lontanissime. A Lecce, come a Bari, come a Roma”.

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