Settemila euro contro il malocchio

Condizione necessaria perché l’operazione andasse a termine era l’assoluta segretezza

L’inizio delle disgrazie segnato dalla rottura di un amuleto portafortuna. E poi la profezia che il loro matrimonio sarebbe stato distrutto da una certa Anna. La coppia “sventurata” si è costituita parte civile nel processo contro la “maga” Nadia e il suo compagno

Settemila euro contro il malocchio. E, condizione necessaria, nessuno avrebbe dovuto saperne niente. E’ accaduto ad una coppia di coniugi di Surbo, che si sono costituii parte civile nel processo. Colpevoli di essere incappati in un’altra coppia. Di ex amici. Di cui la donna, Nadia Pasca, sedicente “maga”. Oggi imputata, assieme al compagno Antonio Livio De Carlo, di truffa aggravata dalla continuazione e dal concorso, sulla base di quanto è emerso dalle indagini condotte dal pubblico ministero Marco D’Agostino. L’inizio della storia risale a quattro anni fa, quando la Pasca predisse una serie di sventure ai due coniugi. Prima fra tutte, la rottura della loro unione per colpa di una tal Anna. Anche la carte confermarono la profezia. Ed anche un evento capitato all’uomo: la rottura, mentre faceva la doccia, di un amuleto portafortuna. Era chiaro che le disgrazie stavano per avere inizio. 500 euro a testa, come acconto, avrebbero arginato la situazione; assieme agli altri soldi che la “maga” Nadia chiese loro successivamente per giocarli al Lotto (si poteva parlare, dunque, di investimento) e per far fronte ad una serie di difficoltà economiche. Prestiti, li chiamava. Ma a fondo perduto, evidentemente. Gli imputati sono difesi da Roberto De Matteis. Il processo entrerà nel vivo in occasione della prossima udienza, che si terrà il 15 maggio.

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